Lo studio Inapp

Smartphone e social arrivano prima dell’adolescenza

I risultati dell’indagine italiana Children’s Worlds, “Proteggere il benessere dei minori”, lasciano però molte domande aperte.

In seconda media il cellulare personale è già nelle mani di nove ragazzi su dieci. E quasi tre su quattro risultano iscritti ai social. L’accesso al digitale precede dunque l’adolescenza: è uno dei risultati dell’indagine italiana Children’s Worlds, presentati nello studio Inapp Proteggere il benessere dei minori.

Il confronto con la quinta elementare restituisce la dimensione del fenomeno. Il possesso del cellulare passa dal 52,7% al 90,7%; l’iscrizione ai social dal 31,5% al 74,8%. L’utilizzo almeno sette volte a settimana riguarda rispettivamente il 20,4% e il 55,3% dei rispondenti. Una misura della frequenza, che da sola non permette di parlare di dipendenza.

Problemi diversi, andamenti diversi

Tra gli studenti di seconda media sono più frequenti i conflitti con familiari o amici attribuiti a Internet e il peggioramento dei voti: il primo indicatore passa dal 14,5% al 20,1%, il secondo dal 9,4% al 17,4%.

Il quadro, però, non procede tutto nella stessa direzione. La percezione che Internet crei problemi scende dal 26,3% al 25%. Le percentuali comprendono anche risposte “a volte”, riferite agli ultimi dodici mesi: descrivono esperienze dichiarate, senza distinguere nel dato aggregato gli episodi occasionali dalle difficoltà frequenti.

La solitudine ha una differenza di genere

Tra le ragazze, la quota di chi si sente sola frequentemente passa dal 15% della quinta elementare al 25% della seconda media. Tra i ragazzi rimane pressoché stabile, dal 16% al 16,5%.

È una differenza che merita attenzione, ma non basta ad attribuire la solitudine ai social. Le percentuali pubblicate descrivono separatamente i fenomeni: non mostrano se chi usa maggiormente le piattaforme sia anche chi si sente più solo.

Il confronto riguarda inoltre gruppi scolastici diversi, non gli stessi bambini seguiti durante la crescita. Consente di individuare differenze tra fasce d’età, ma non di ricostruire un peggioramento individuale.

La rilevazione è stata condotta alla fine del 2025 attraverso questionari differenziati per fascia d’età, somministrati ad alunni tra 7 e 14 anni in 41 istituti comprensivi di 15 regioni italiane; i risultati sono stati ponderati per tenere conto della composizione del campione.

Riforma in Parlamento

Auriemma: “Nella legge sui caregiver non ci sono risorse aggiuntive”

La legge delega approda in Parlamento ma l’opposizione è critica: “Mancano interventi economici. E questa norma riguarda solo 20mila persone”, dice la deputata 5stelle.

La nuova legge in Veneto

Il sostituto del caregiver in caso di rischio “bornout”

Sostegno psicologico, formazione, visite domiciliari e momenti di sollievo: la legge riconosce chi assiste una persona cara dentro il sistema dei servizi.

Kids Act

“Utili i confini ma serve coerenza dagli adulti”

Intervista a Fernanda Maio, esperta di benessere digitale: “I ragazzi imparano molto più da quello che facciamo che da quello che diciamo”.

Fondazione Snam

Dalla formazione al lavoro, l’inclusione passa dalla filiera

Circa 300 giovani raggiunti, oltre 30 tirocini avviati. Coinvolte le imprese della filiera. Ora il modello si sposta sui terreni confiscati alla mafia