european carers day

La ricorrenza

La giornata europea 2026: conciliare cura e lavoro

Nata nel 2020 su iniziativa di Eurocarers, richiama l’attenzione su chi presta assistenza non retribuita

Il lavoro ha orari, riunioni e scadenze. La cura, invece, può cambiare programma da un momento all’altro: una visita anticipata, una telefonata dall’ospedale, un’emergenza familiare. È da questa distanza che parte la Giornata europea dei caregiver, che si celebra oggi, 6 ottobre. Per l’edizione 2026 la campagna lanciata da Eurocarers ha scelto un messaggio diretto: la cura non segue un orario, anche il lavoro deve poter essere flessibile.

La richiesta riguarda chi assiste senza retribuzione un familiare, un amico o un vicino e, nello stesso tempo, cerca di mantenere un’occupazione. Eurocarers propone orari adattabili, possibilità di lavorare da remoto quando il lavoro lo consente, permessi utilizzabili anche a ore, servizi di assistenza compatibili con i tempi di chi lavora e responsabili capaci di ascoltare le esigenze dei dipendenti caregiver. La campagna richiama anche un cambiamento di cultura: poter parlare delle responsabilità di cura sul lavoro senza stigma o timore di conseguenze.

Quest’anno Eurocarers accompagna il tema con un documento sulla conciliazione tra lavoro e cura, basato sui contributi delle organizzazioni aderenti in 26 Paesi europei. Il testo valuta quanto gli standard minimi della direttiva europea sull’equilibrio tra vita professionale e vita familiare riescano a sostenere concretamente i caregiver informali. Il punto è verificare se le regole esistenti bastino quando l’assistenza è imprevedibile e i margini di flessibilità nel lavoro sono ridotti.

La Giornata si celebra ogni anno il 6 ottobre dal 2020. L’obiettivo era dare una cornice comune alle iniziative nazionali: rendere visibile il ruolo dei caregiver, favorire la collaborazione tra le associazioni e portare le loro esigenze all’attenzione di chi decide le politiche sanitarie, sociali e del lavoro. Per questo la data annuale è accompagnata da un tema diverso, scelto per concentrare la mobilitazione su un problema specifico.

Fin dalla prima edizione, la campagna ha indicato questioni che vanno oltre il riconoscimento simbolico: identificare i caregiver e valutarne i bisogni; garantire informazioni, formazione e sostegno; tutelare la loro salute e offrire occasioni di sollievo; prevenire la povertà e permettere loro di continuare a lavorare o studiare. La Giornata serve a tenere insieme queste richieste e a ricordare che il benessere di chi assiste è parte della risposta ai bisogni di cura.

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