Una nuova multa per Meta. Questa volta la società americana è stata sanzionata da un tribunale del New Mexico a pagare 567 milioni di dollari per non aver garantito a sufficienza la sicurezza degli utenti minorenni. Non è la prima sanzione per la società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp: si somma alla precedente da 375 milioni. Il totale sfiora così il miliardo di dollaro.
Il procedimento
La sentenza fa seguito a un processo articolato in due fasi, presieduto dal giudice Bryan Biedscheid. Nella prima fase, una giuria ha accertato che Meta ha commesso 75.000 violazioni dell’Unfair Practices Act del New Mexico e ha imposto la sanzione civile massima prevista dalla legge. Nella seconda fase, la Corte è andata oltre, stabilendo che le piattaforme di Meta costituiscono un pubblico pericolo (“public nuisance”) in New Mexico e respingendo la tesi dell’azienda secondo cui la Section 230 la esentava da responsabilità per i prodotti da essa consapevolmente progettati. È la prima volta che un tribunale stabilisce che una società di social media può essere citata in giudizio, processata e ritenuta responsabile – sul piano finanziario e strutturale – per aver costruito prodotti che mettono in pericolo i minori.
La reazione di Meta
“Non condividiamo la decisione e presenteremo ricorso”, ha dichiarato Meta in un comunicato, spiegando di “lavorare duramente per garantire la sicurezza delle persone” e di essere “trasparente sulle difficoltà nell’individuare e rimuovere i malintenzionati e i contenuti dannosi”.
Le parole del procuratore del New Mexico
“Meta ha costruito prodotti che sapeva avrebbero alimentato la dipendenza, aggravato una crisi della salute mentale giovanile ed esposto i bambini allo sfruttamento sessuale, per poi mentire ai genitori e ai decisori politici sul pericolo”, ha dichiarato il Procuratore Generale Raúl Torrez.
La priorità
Oltre alla sanzione il tribunale è intervenuto su una serie di richieste. La prima è quella di introdurre meccanismi più stringenti per la verifica dell’età degli utenti, prevedendo anche “misure aggiuntive” rispetto a quelle già adottate.