Francesca Polti

ESG

Polti, ecco il primo Bilancio di Sostenibilità

La storica azienda comasca, guidata da Francesca Polti, mette l’accento su energia, gender gap, governance e legame con il territorio.

Una società storica italiana che decide di rendicontare il proprio impegno ESG, per dare un messaggio “Desideriamo che questo documento diventi un punto di partenza per ascoltare meglio le aspettative dei nostri stakeholder e misurare le nostre performance con occhi nuovi. L’obiettivo di medio termine a cui puntiamo è quello di individuare nuove aree di miglioramento e rafforzare, anno dopo anno, la coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo”, racconta Francesca Polti, presidente e ad della società lombarda.

Polti è stata fondata a Bulgarograsso, nel Comasco, nel 1974, oggi è una spa con 145 dipendenti e 41,2 milioni di euro di ricavi. Ha scelto quest’anno di rendicontare volontariamente il proprio impatto ESG secondo lo standard VSME. È un esordio, e come spesso accade con i primi bilanci, porta con sé alcune scelte di perimetro che vale la pena segnalare.

Il perimetro è la prima cosa da notare. La rendicontazione riguarda solo Polti s.p.a., non il gruppo: le società controllate – tra cui quella che produce una parte significativa delle scocche in plastica dei prodotti – restano fuori da questo “primo giro”. È proprio la plastica il materiale più usato in assoluto (40% del flusso di massa), quindi una parte del suo impatto a monte non rientra ancora nel conteggio. Lo stesso vale per le emissioni: i 447,87 tCO2eq dichiarati coprono Scope 1 e Scope 2, mentre lo Scope 3 – che includerebbe la catena di fornitura, con 23 fornitori asiatici – è espressamente rimandato ai prossimi esercizi. È la modalità prevista dallo stesso standard VSME per le prime rendicontazioni, quindi non una anomalia, ma un’area che crescerà d’importanza nei prossimi report.

Sul fronte occupazionale, il dato più netto è la componente femminile: 65% della forza lavoro complessiva, con un buon riequilibrio anche nei ruoli apicali (53% tra dirigenti e quadri). Un dato che si riflette anche al vertice: sia la presidenza che l’amministrazione delegata sono guidate da una donna, Francesca Polti, premiata nel 2025 con il WE Award – Women Excellence del Sole 24 Ore e del Financial Times. Sul gender pay gap l’azienda non riporta numeri, ma è coerente con la soglia dei 150 dipendenti sotto cui la direttiva UE 970/2023 non impone ancora la rendicontazione.

Il dato energetico è quello che colpisce di più. L’impianto fotovoltaico non nasce oggi: risale al 2010, quando la sostenibilità energetica era tutt’altro che un tema mainstream per una media impresa manifatturiera italiana. Nel 2023 è stato oggetto di un revamping, e nel 2025 copre il 42% del fabbisogno elettrico complessivo dell’azienda, una quota tutt’altro che simbolica. A questo si affianca un piano concreto: relamping LED entro il 2028, sostituzione della caldaia entro il 2026, obiettivo di elettrificazione totale della flotta aziendale entro il 2027. Scadenze messe in evidenza con chiarezza.

Il legame con il territorio ha una storia lunga e coerente. Il rapporto di Polti con il ciclismo nasce negli anni Ottanta e si è consolidato in 17 anni di presenza continuativa nel settore, fino al ritorno come main sponsor del Team Polti VisitMalta. È un impegno che l’azienda intreccia con iniziative sociali meno visibili ma costanti: sostegno a progetti per la tutela delle donne, il supporto alle famiglie vulnerabili, l’educazione dei giovani. Nel 2025, il valore economico distribuito alla voce “Comunità” – tra erogazioni liberali e sponsorizzazioni – ha raggiunto 1,6 milioni di euro.

Sul piano della governance, il percorso è altrettanto stratificato: dalla certificazione ISO 9001 del 1997 alle ISO 14001 e 45001 del 2022, fino al Modello 231, al Codice Etico e al sistema di whistleblowing adottati nel 2023. È un impegno progressivo, non nato con la pubblicazione del bilancio ma che in questo documento trova finalmente una cornice organica e misurabile.

Quello di Polti è un esordio, ma anche una scelta ben precisa di comunicazione. Un punto di partenza da cui osservare tutto quello che verrà dopo.

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