Un bagno di folla, ma soprattutto un messaggio alla città: Luka Doncic vuol essere simbolo e traino della nuova era della pallacanestro nella Capitale. L’operazione era stata avviata già lo scorso inverno, poi conclusa nelle scorse settimane: il titolo sportivo di Cremona a Roma per giocare la serie A e la richiesta di wild card per l’Eurocup, la seconda competizione europea per club. Un nome evocativo, proprio in stile americano: Basketball Club Roma SPQR.
Poi il progetto sportivo: un ruolo operativo per l’ex cestista lituano Rimas Kaukenas (una vita a Siena), il coinvolgimento di Valerio Bianchini, storico e vincente coach del basket italiano (e romano). Dietro una proprietà con capitali importanti a traino americano: Donnie Nelson come vertice e Luka Doncic come volto.
Proprio in queste ore Doncic è stato a Roma. “Sono felice del fatto che la Nba voglia arrivare in Europa. Allo stesso tempo adoro l’Eurolega: la seguo e ci ho giocato. C’è qualcosa di speciale nella cultura dei tifosi in Europa. Spero che le due leghe riescano a collaborare”, ha detto alla Gazzetta dello Sport. Quindi il passaggio in luogo strategico come il playground del quartiere San Lorenzo. E l’annuncio del primo acquisto: Nico Mannion, metà italiano e metà americano, il perfetto mix per la nuova Roma SPQR.
Il club si allenerà all’Acqua Acetosa e dovrebbe presto giocare al centrale del Foro Italico con una copertura ad hoc. Doncic non è spaventato dal derby con l’altro club romano, il cui progetto è più in ritardo ma che pare prossimo ad affacciarsi in A con il titolo di Brescia e il diritto a partecipare alla Basketball Champions League: “Sono proprio le rivalità a rendere grande lo sport”, risponde a Mario Canfora, sempre su La Gazzetta.
Un derby assolutamente inedito. Due storie costruire e forse un modo per accendere ulteriormente l’attenzione sulla pallacanestro romana.