IEO

Bilanci di sostenibilità

IEO: la sostenibilità passa dai dati. Così l’IA cambia la cura del cancro

L’Istituto Europeo di Oncologia lega innovazione, Big Data e governance a una nuova idea di sostenibilità per rendere le cure più accessibili.

La sostenibilità di un ospedale non si misura soltanto dai consumi energetici, dalla gestione dei rifiuti o dalla riduzione delle emissioni. Sempre più spesso passa dalla capacità di organizzare meglio le cure, valorizzare i dati clinici e utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza dei pazienti. È questa la chiave di lettura del Bilancio di sostenibilità 2025 dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), che propone una visione nella quale innovazione tecnologica e responsabilità sociale diventano due facce della stessa medaglia.

L’istituto milanese, fondato nel 1994 da Umberto Veronesi ed Enrico Cuccia, considera oggi la gestione dei Big Data una delle principali sfide strategiche della sanità contemporanea. Secondo il documento, la medicina di precisione richiede infatti la capacità di raccogliere, integrare e analizzare enormi quantità di informazioni cliniche, genetiche e biologiche per costruire percorsi terapeutici sempre più personalizzati. È in questo contesto che l’intelligenza artificiale assume un ruolo centrale: non come semplice strumento tecnologico, ma come leva per migliorare diagnosi, organizzazione ospedaliera e qualità delle cure.

Il bilancio individua anche esempi concreti di questa trasformazione. Tra questi figura il nuovo edificio IEO 3, inaugurato nel 2025, che ospita un blocco operatorio dotato di una piastra robotica con quattro sale dedicate. L’obiettivo dichiarato è integrare dati clinici e di ricerca nella chirurgia digitale per aumentare l’efficacia degli interventi, ridurre gli effetti collaterali e migliorare il turnover dei pazienti, contribuendo così ad accorciare i tempi di attesa e ad ampliare l’accesso alle terapie più avanzate.

La sostenibilità viene quindi interpretata come capacità di generare valore per i pazienti attraverso l’innovazione organizzativa. Una prospettiva che supera la tradizionale lettura ambientale dei criteri ESG e amplia il concetto di impatto sociale in sanità.

Un riconoscimento che arriva dal Ministero

Nel documento trova spazio anche un elemento che va oltre la semplice rendicontazione. Durante il rinnovo della qualifica di IRCCS, la Commissione del Ministero della Salute ha indicato tra i punti di forza dello IEO proprio la pubblicazione continuativa del Bilancio di sostenibilità, avviata prima che la normativa europea introducesse obblighi specifici. Secondo il Ministero, questo approccio rappresenta uno strumento utile alla pianificazione economica e organizzativa e testimonia una cultura orientata all’innovazione, alla responsabilità e alla sostenibilità di lungo periodo.

È un passaggio significativo perché conferma come la rendicontazione ESG, almeno in alcuni contesti, venga considerata non soltanto un adempimento ma anche uno strumento di governo delle organizzazioni sanitarie.

Una scelta volontaria nel pieno del riassetto normativo europeo

Il Bilancio 2025 arriva inoltre in una fase di profonda revisione delle regole europee sulla rendicontazione di sostenibilità. Lo IEO sottolinea di avere redatto il documento in conformità ai GRI Standards e di avere sviluppato un esercizio di doppia materialità ispirato agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), pur precisando che, alla luce delle recenti modifiche normative europee e delle nuove soglie dimensionali, il gruppo IEO-Monzino non rientra attualmente tra i soggetti obbligati alla rendicontazione prevista dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

La scelta assume quindi un valore particolare. Mentre a Bruxelles è in corso una revisione della disciplina europea, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per molte imprese, lo IEO decide di mantenere un percorso volontario di trasparenza e misurazione delle proprie performance ESG.

Oltre l’ambiente

Naturalmente il Bilancio dedica ampio spazio anche ai temi ambientali – dai consumi energetici alle emissioni, dalla gestione dell’acqua ai rifiuti – ma il messaggio più innovativo emerge soprattutto dall’integrazione tra sostenibilità, ricerca e innovazione tecnologica. La sostenibilità viene presentata come la capacità di generare benefici durevoli per pazienti, professionisti e sistema sanitario, facendo leva sulla ricerca scientifica, sulla qualità organizzativa e sull’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie.

In questa prospettiva, il dato non rappresenta soltanto una risorsa tecnologica, ma diventa un elemento di sostenibilità. Migliorare la gestione delle informazioni significa infatti rendere più efficaci i percorsi di cura, utilizzare meglio le risorse disponibili e favorire una medicina sempre più personalizzata. È una definizione di sostenibilità che amplia il perimetro tradizionale degli ESG e suggerisce come, almeno nel settore sanitario, l’innovazione possa diventare essa stessa un indicatore di impatto sociale.

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