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Sostenibilità e coesione

Poste accelera sugli edifici intelligenti: obiettivo sostenibilità

Confermata l’accelerazione degli investimenti di Poste su efficienza energetica e ammodernamento della propria rete immobiliare.

Con l’attivazione del sistema Smart Building in altri 22 uffici postali in Abruzzo, diventano oltre seimila i siti di Poste Italiane coinvolti nel programma nazionale con cui sta introducendo sensori, sistemi di automazione e controllo da remoto negli immobili della propria rete. L’obiettivo è arrivare entro l’anno a installare oltre 7.000 sistemi.

Secondo quanto comunicato il 29 luglio 2026 dalla testata aziendale TG Poste, i nuovi impianti permetterebbero di ridurre mediamente del 15% i consumi di energia elettrica e del 10% quelli di gas. Il sistema controlla temperatura, illuminazione, riscaldamento e raffrescamento, regolando gli impianti in funzione delle condizioni ambientali e delle effettive necessità delle sedi. L’obiettivo dichiarato è duplice: contenere gli sprechi energetici e migliorare il comfort di dipendenti e utenti.

Gli ultimi uffici coinvolti si trovano soprattutto nei centri minori della provincia di Pescara: tra gli altri, Alanno, Brittoli, Bussi sul Tirino, Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Collecorvino, Manoppello Stazione, Popoli, Scafa e Turrivalignani. Nella maggior parte dei casi si tratta di sedi relativamente piccole, per le quali un sistema centralizzato consente anche di programmare gli impianti e intervenire da remoto sulla manutenzione.

Come funziona il progetto

Il programma Smart Building non coincide con una ristrutturazione edilizia completa. Il cuore dell’intervento è un Building and Energy Management System, una piattaforma che raccoglie i dati provenienti dagli edifici e gestisce in modo integrato gli impianti tecnici. Sensori e attuatori rilevano temperatura, condizioni climatiche, orari di utilizzo e consumi, mentre il software regola illuminazione e climatizzazione.

Poste Italiane descrive il progetto come uno strumento destinato soprattutto ai siti medio-piccoli, nei quali in passato il controllo degli impianti poteva essere frammentato o affidato a regolazioni manuali. La gestione centralizzata dovrebbe consentire non soltanto un minore consumo di energia, ma anche l’individuazione di anomalie, guasti e funzionamenti fuori orario.

In provincia di Pescara il percorso era già iniziato con il cosiddetto Progetto Led, cioè la sostituzione delle vecchie lampade fluorescenti. Per questa componente Poste stima una riduzione di circa il 50% dell’elettricità impiegata per l’illuminazione, oltre a minori costi di manutenzione dovuti alla maggiore durata delle lampade. Si tratta, tuttavia, di un dato riferito alla sola illuminazione e non al consumo complessivo degli edifici.

Da progetto immobiliare a programma nazionale

La sperimentazione sugli edifici intelligenti precede il progetto Polis, ma negli ultimi anni i due programmi si sono progressivamente intrecciati. Nel 2024 Poste Italiane dichiarava 2.318 edifici dotati di sistemi Smart Building e 580 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di circa 22,3 megawatt di picco.

Nel 2025 gli edifici coinvolti risultavano più di 4.300. Nello stesso anno il gruppo ha indicato un risparmio energetico cumulato di 10,5 gigawattora attribuito al programma, rispetto a un obiettivo di 17 gigawattora entro il 2027.

L’espansione è proseguita rapidamente nel 2026. Nei primi tre mesi dell’anno Poste riferiva l’ingresso di circa mille nuovi immobili nel sistema. Alla fine di giugno gli edifici dotati di tecnologie Smart Building sono ulteriormente cresciuti arrivati. Parallelamente, risultano installati 1.080 impianti fotovoltaici, con una potenza complessiva di 31,7 megawatt di picco.

La progressione mostra che il progetto è passato da una serie di interventi di efficienza energetica a una piattaforma di gestione estesa a una parte consistente del patrimonio immobiliare di Poste Italiane. Il gruppo conta infatti una rete di oltre 15 mila edifici, fra uffici postali, centri logistici, direzioni e altre strutture operative.

Il legame con il progetto Polis

L’accelerazione è legata anche a Polis, il programma avviato nel gennaio 2023 per trasformare gli uffici postali dei Comuni con meno di 15 mila abitanti in punti di accesso ai servizi della pubblica amministrazione.

Polis fa parte del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. Il suo obiettivo è ridurre il divario territoriale e digitale, consentendo ai cittadini dei centri minori di richiedere documenti e servizi amministrativi senza doversi spostare nei capoluoghi. Il piano prevede la riqualificazione di circa 7 mila uffici postali entro il 2026 e la creazione di 250 spazi di coworking.

Gli interventi sugli edifici Polis comprendono opere di ammodernamento, abbattimento delle barriere architettoniche, nuovi arredi, infrastrutture digitali e misure di efficientamento energetico. Smart Building e fotovoltaico rappresentano quindi la componente ambientale di un programma nato principalmente con finalità sociali e territoriali.

A metà 2025 Poste dichiarava già trasformati in “Case dei servizi digitali” più di 3.900 uffici. Ad aprile 2026 il servizio per il rilascio e il rinnovo dei passaporti risultava disponibile in circa 7.500 sedi, comprese quelle situate nelle città maggiori.

Il progetto presenta perciò una doppia dimensione. Da un lato riduce, almeno nelle intenzioni, il consumo di energia della rete immobiliare. Dall’altro mantiene aperti e ammoderna presidi fisici in territori in cui la progressiva riduzione di sportelli bancari e servizi pubblici rende l’ufficio postale una delle poche infrastrutture ancora capillarmente presenti.

Investimenti e obiettivi

La dimensione finanziaria di Polis è rilevante. Un bando pubblicato da Poste Italiane nel 2024 relativo al programma Smart Building e agli interventi collegati al progetto riportava un valore massimo superiore a 1,3 miliardi di euro. Il dato, però, rappresenta l’importo della procedura di gara e non necessariamente la spesa già sostenuta o integralmente destinata ai soli sistemi di automazione energetica.

Nel piano strategico 2024-2028, Poste Italiane ha collocato Polis tra gli strumenti per sostenere la coesione economica e sociale del Paese. Il gruppo collega inoltre l’efficienza degli immobili alla propria politica climatica, che comprende l’elettrificazione della flotta, la produzione fotovoltaica e la riduzione delle emissioni operative.

Per il fotovoltaico l’obiettivo dichiarato è superare 1.300 impianti entro il 2026, con una produzione attesa superiore a 40 gigawattora all’anno. Circa il 30% della produzione dovrebbe provenire dai siti logistici, caratterizzati da superfici e consumi maggiori rispetto agli uffici postali.

Sul fronte climatico, Poste indica ora un obiettivo di riduzione del 15% delle emissioni assolute Scope 1 e Scope 2 entro il 2030, prendendo come base le 151.381 tonnellate di CO₂ equivalente registrate nel 2024. Le Scope 1 comprendono le emissioni dirette, per esempio quelle prodotte dai combustibili utilizzati negli immobili e dai mezzi aziendali; le Scope 2 riguardano invece l’elettricità acquistata.

Il quadro rientra nella crescente importanza della misurazione ESG e della rendicontazione degli impatti aziendali. Il rapporto fornito come base per questa ricostruzione sottolinea proprio il ruolo degli indicatori quantitativi, della doppia materialità e della verifica dei dati nel distinguere un programma ambientale misurabile da una comunicazione prevalentemente reputazionale.

Un caso locale che racconta una trasformazione nazionale

Le 22 attivazioni nella provincia di Pescara hanno una dimensione limitata se considerate singolarmente. Inserite nel quadro nazionale, mostrano però il cambiamento del ruolo dell’ufficio postale.

L’edificio non è più soltanto un luogo in cui spedire corrispondenza o ritirare una pensione. Nella strategia di Poste diventa contemporaneamente sportello pubblico, infrastruttura digitale, presidio territoriale e nodo di una rete energetica gestita da remoto.

La direzione è coerente con gli obiettivi di riduzione dei consumi e di ammodernamento del patrimonio pubblico e para-pubblico. La prova decisiva, tuttavia, sarà nella qualità dei dati che Poste metterà a disposizione: non soltanto il numero degli edifici collegati, ma l’energia realmente risparmiata, le emissioni evitate e i benefici prodotti per i cittadini.

È su questi indicatori, più che sulla sola diffusione dei sensori, che potrà essere valutata la sostenibilità effettiva del progetto.

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