L'editoriale

La paternità non può essere la grande esclusa

Essere padri significa oggi anche mettere in discussione un modello. Per farlo è importante creare spazi di confronto e approfondimento.

La paternità è una delle grandi escluse dal dibattito pubblico. Un tema sociale e culturale che resta troppo spesso sullo sfondo. Un tema che non è antitetico alla maternità, ma ne è fisiologico complemento.

Oggi essere padri significa voler mettere in discussione un modello di famiglia che è quello dei nostri genitori e dei nostri nonni. Voler essere protagonisti attivi dell’accudimento, dell’educazione, del percorso di un bambino. Chiedere tempo e spazio con i propri figli. Dalla nascita.

Ho 38 anni, sono padre da pochi mesi e mi scontro giorno per giorno con quello che significa essere genitore. Mi scontro con i pregiudizi, perché “a fare la visita non lo può accompagnare la mamma?”. O se deve andare a comprare i vestiti. O per qualunque impegno che riguarda mio figlio. Mi scontro con le difficoltà burocratiche e pratiche. I nodi culturali, sociali.

Anche per questo abbiamo voluto raccontare quello che succede a Torino, ormai da qualche anno, con un bel reportage di Antonella Ferrara sugli incontri organizzati dalla locale azienda sanitaria per i neo-papà. Osservatorio Socialis ha ascoltato chi organizza gli incontri e chi vi prende parte.

Non è soltanto un tema di “formazione”, di sapere cosa e come farlo. Lo spettro è più ampio. C’è il tema del confronto e della condivisione. L’esigenza di mettersi in discussione. Come uomini. Come padri. Come persone. Ed è questo che emerge dai protagonisti.

Il nostro impegno però è raccontare. Dare spazio a esperienze e punti di vista, perché la paternità non è solo uno spazio individuale. Ma uno spazio sociale.

A Torino

I neo-papà “hanno bisogno
di essere ascoltati”

Il reportage da Nichelino, dove l’azienda sanitaria locale organizza gruppi di sostegno e ascolto per i papà con educatori e ostetriche.

Caregiver, l'intervista

“Una risposta su cui costruire altri interventi”

Via libera alla Camera alla legge che ora andrà al Senato. Il parere del presidente della commissione Affari sociali, Ugo Cappellacci.

Caregiver, la testimonianza

“Non possiamo essere lasciati soli”

Non esistono pause, giorni liberi o notti di riposo. La vita di una caregiver che ha dovuto rinunciare a lavoro e autonomia per la cura

A Palermo

Dal carcere al lavoro, 10 anni di “Rigenerazioni”: positivo il 77% dei percorsi

Nata nel 2016 dentro il carcere Malaspina, con Cotti in Fragranza, la cooperativa ha avviato direttamente 101 percorsi di inserimento lavorativo. Una rete che oggi