Le certificazioni accreditate non rappresentano più soltanto uno strumento per dimostrare la conformità a standard tecnici o ambientali. Per un numero crescente di imprese stanno diventando un fattore competitivo capace di incidere sulla crescita del fatturato, sull’efficienza organizzativa e sulla capacità di dialogare con il sistema finanziario. È quanto emerge dal nuovo studio dell’Osservatorio “Il ruolo della certificazione accreditata nella finanza sostenibile”, realizzato da Accredia e Prometeia, che analizza gli effetti economici e ambientali dell’adozione di sistemi di gestione certificati.
L’indagine arriva in una fase di profonda trasformazione della regolazione europea sulla sostenibilità. Dalla Tassonomia europea alla rendicontazione ESG, fino ai rating di sostenibilità e ai green bond, investitori e banche richiedono informazioni sempre più affidabili e comparabili. In questo contesto l’accreditamento assume un ruolo strategico, perché garantisce che le certificazioni siano rilasciate da organismi competenti e indipendenti, contribuendo a ridurre le asimmetrie informative tra imprese, mercato e sistema finanziario.
Oltre centomila imprese certificate
La diffusione delle certificazioni continua a crescere. Tra il 2012 e il 2025 le imprese italiane dotate di almeno un sistema di gestione certificato sotto accreditamento sono passate da circa 75 mila a oltre 100 mila. Sebbene rappresentino una quota limitata del tessuto produttivo nazionale, queste aziende concentrano oltre il 40% del fatturato complessivo del Paese.
Le certificazioni riconducibili alle dimensioni ambientale, sociale e di governance costituiscono ormai la quasi totalità del patrimonio certificativo delle imprese. La componente più diffusa resta quella legata alla governance, trainata dalla certificazione UNI EN ISO 9001 per la gestione della qualità, ma negli ultimi anni cresce con maggiore intensità l’adozione degli standard ambientali e sociali, in linea con l’evoluzione della normativa europea e con le richieste provenienti dal mercato.
La presenza delle certificazioni varia sensibilmente tra i diversi comparti produttivi. Costruzioni, commercio e industria dei macchinari risultano tra i settori con la maggiore diffusione, mentre attività come il riciclaggio presentano una particolare concentrazione di certificazioni ambientali e il comparto farmaceutico mostra una maggiore incidenza degli standard sociali.
Performance economiche superiori
Uno degli aspetti centrali dello studio riguarda il rapporto tra certificazione e risultati economici. Attraverso metodologie statistiche che confrontano imprese con caratteristiche simili prima e dopo l’adozione dei sistemi di gestione certificati, la ricerca evidenzia come i benefici non siano riconducibili esclusivamente alla maggiore solidità iniziale delle aziende certificate.
Le imprese che adottano certificazioni accreditate presentano livelli di redditività superiori rispetto a quelle prive di sistemi certificati. Il margine operativo lordo mediano raggiunge il 12,7%, contro l’8,9% delle imprese non certificate. Anche il ritorno sul capitale investito e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse risultano significativamente più elevati.
L’effetto diventa ancora più evidente quando le imprese introducono certificazioni ESG oltre alla gestione della qualità. La certificazione ambientale ISO 14001 è associata a un incremento del fatturato del 4,3% già nell’anno di adozione, che supera l’11% dopo due anni. Un andamento analogo interessa la certificazione ISO 45001 dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro, mentre la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125 evidenzia un impatto positivo sul fatturato già nel primo anno.
Secondo lo studio, questi risultati derivano da una combinazione di fattori: maggiore efficienza organizzativa, riduzione dei costi operativi, migliore gestione dei rischi e rafforzamento della reputazione aziendale, elementi che facilitano l’accesso a nuovi mercati e migliorano il rapporto con investitori e istituti di credito.
Crescono anche gli indicatori di sostenibilità
L’analisi non si limita agli aspetti economici. Attraverso oltre quattrocento variabili relative a emissioni, consumi energetici, sicurezza sul lavoro e pratiche di governance, il report misura anche l’evoluzione delle performance ESG delle imprese certificate.
La dimensione ambientale registra i risultati più rapidi. Le aziende migliorano il proprio indice di sostenibilità già nell’anno della certificazione e raggiungono incrementi superiori al 10% dopo due anni. Parte di questo risultato è attribuita al cosiddetto “effetto anticipazione”: molte imprese avviano infatti interventi di efficientamento energetico e riduzione degli impatti ambientali durante il percorso necessario per ottenere la certificazione.
Gli effetti sulle dimensioni sociale e di governance emergono con maggiore gradualità. Interventi che riguardano organizzazione aziendale, gestione delle risorse umane, inclusione e cultura manageriale richiedono tempi più lunghi prima di produrre risultati misurabili, ma mostrano comunque miglioramenti significativi nel medio periodo.
Il valore economico degli impatti ambientali e sociali
Lo studio propone anche una valutazione monetaria dei benefici generati dalle certificazioni accreditate. Applicando metodologie economiche consolidate, gli autori stimano che nel solo 2024 i benefici ambientali netti abbiano raggiunto circa 4,5 miliardi di euro, mentre quelli sociali sfiorano un miliardo.
Guardando all’intero periodo 2012-2024, le certificazioni ambientali avrebbero contribuito a evitare costi ambientali per circa 36 miliardi di euro, mentre i benefici sociali cumulati vengono stimati in 6,6 miliardi.
Gli impatti più rilevanti riguardano la riduzione delle emissioni climalteranti, il contenimento dell’inquinamento atmosferico e un uso più efficiente delle risorse. Sul versante sociale emergono invece gli effetti positivi collegati all’occupazione, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e alle pari opportunità.
Un fattore sempre più rilevante per la finanza sostenibile
Il progressivo rafforzamento delle regole europee sulla sostenibilità rende le certificazioni accreditate uno strumento destinato ad assumere un peso crescente anche nei rapporti con il sistema finanziario. Banche e investitori integrano infatti sempre più frequentemente informazioni ESG nei processi di valutazione del rischio e nella concessione del credito.
In questo scenario, la certificazione non rappresenta soltanto un elemento di conformità normativa, ma diventa un’infrastruttura di fiducia capace di migliorare la qualità delle informazioni disponibili sul mercato. Per le imprese significa poter dimostrare con evidenze verificabili il proprio percorso di sostenibilità, trasformando gli investimenti in organizzazione, ambiente e capitale umano in un elemento di competitività sempre più riconosciuto anche dalla finanza.