Eccoci qua. Osservatorio Socialis si rinnova ma tiene le radici ben solide nei suoi 11 anni di lavoro condotti dall’egregio operato di Roberto Orsi che resta nel “board” come editorialista e al nostro fianco nelle iniziative. Continueremo a parlare della sostenibilità e dell’impatto etico di aziende e investimenti ma allargheremo l’orizzonte, con l’ambizione di diventare un autentico osservatorio sociale. Perché la sostenibilità non è solo un concetto “green” o legato all’economia. La sostenibilità riguarda tutta la nostra società e può produrre – a lungo termine – giustizia ed equità.
È questo il filo che terrà insieme il nuovo Osservatorio Socialis. Ci guiderà una domanda in più. Un passo in più. Faremo un giornalismo costruttivo, attento alle buone pratiche, senza venir meno al dovere di verità, all’utilità sociale e alla continenza.
Ci occuperemo delle questioni sociali che attraversano il nostro tempo: welfare e politiche pubbliche, salute, disabilità, con un occhio particolare alle nuove fragilità. Le racconteremo anche dalla prospettiva di chi le affronta ogni giorno: le difficoltà dei genitori, strette fra lavoro, scuola, servizi essenziali carenti e infrastrutture sociali, reali e digitali; chi si fa carico del caregiving, che ha ormai un peso determinante nella gestione delle fragilità fisiche e mentali e che troppo spesso lascia le famiglie sole a organizzare un’assistenza fai-da-te.
Ci occuperemo di una questione nodale: il rapporto con le nuove tecnologie, i social media e l’impatto dell’intelligenza artificiale. Hanno già cambiato la società, mentre si cerca ancora di capirne gli effetti e di rincorrere trasformazioni che spesso riconosciamo solo quando sono già avvenute. Proveremo a decodificarle, dando voce a opinioni e approcci diversi e raccontando ciò che si fa, in Italia e nel mondo, per affrontarle.
Come detto, terremo sempre lo sguardo fisso alle politiche ESG. L’Unione europea ha ristretto – e di molto – il campo degli enti obbligati alla rendicontazione di sostenibilità, ma tante realtà hanno deciso di attenersi comunque. Leggeremo i bilanci di sostenibilità per capire che cosa raccontano delle scelte e degli impatti delle grandi aziende. Racconteremo la sostenibilità concreta, fatta di scelte e risultati.
E poi ci sono i progetti. Abbiamo lanciato il Barometro media, che analizza la presenza televisiva dei personaggi politici italiani e si interroga sulla sostenibilità dell’informazione. Altre iniziative editoriali sono in cantiere. E stiamo lavorando al nuovo Rapporto Socialis e alla ripresa del Premio Socialis.
Il nuovo Osservatorio allarga il campo, ma non cambia la direzione. La sostenibilità resta il faro che ci orienta.