Gianmarco Tamberi

Sport

Medagliere azzurro agli Europei? Guidano Polizia, Finanza e Carabinieri

Sono i gruppi sportivi delle forze armate a guidare l’Italia del nuoto e dell’atletica. Polizia e Finanza hanno più medaglie della Francia.

Ci sono dei protagonisti invisibili nei successi dell’Italia dello sport in questo agosto 2026. E sono dei protagonista che indossano una divisa. Parliamo dei gruppi sportivi delle forze armate e di polizia: sono loro la spina dorsale dello sport olimpico italiano. E sono loro che garantiscono continuità e prospettive alla stragrande maggioranza degli atleti protagonisti fra gli Europei di nuoto a Parigi e quelli di atletica a Birmingham.

Medagliere

Ventotto medaglie. Sette del metallo più  pregiato, 13 d’argento e 8 di bronzo. Questo è il bilancio delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, fra Europei di nuoto e di atletica. Ne ha collezionato diciotto invece il gruppo sportivo militare delle Fiamme Gialle, quello della Guardia di Finanza, che però ha ottenuto un oro in più.  Fra nuoto e atletica, solo tre Paesi hanno fatto meglio, oltre all’Italia ovviamente. Si tratta di Gran Bretagna e Germania, più la Russia. I cui atleti hanno gareggiato senza bandiera questa estate.

Gianmarco Tamberi
Gianmarco Tamberi – Photo by Francesca Grana Fonte FIDAL

I volti

Il dato è impressionate. Così come sono impressionanti i volti dei campioni di atletica e nuoto all’interno dei gruppi sportivi di forze armate e di polizia. È così in tutti gli sport olimpici, ma in questa estate di successi dello sport fa ancora più effetto. Martinenghi, Ceccon e Pellacani sono nelle Fiamme Oro, anche se quest’ultima vive negli Stati Uniti da ormai cinque anni. L’altra “italiana d’America” è Sara Curtis, astro nascente del nuoto mondiale, che appartiene al gruppo sportivo dell’Esercito. E per quanto riguarda l’atletica? Tamberi e Iapichino sono poliziotti, Stano e Diaz sono finanzieri. Una grande campionessa come Nadia Battocletti appartiene alle Fiamme Azzurre, che è il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria, di cui faceva parte anche Silvia Salis, attuale sindaca di Genova. La triplista Dariya Derkach invece appartiene all’Aeronautica Militare.

Le altre classifiche

Fiamme Gialle e Fiamme Oro raccolgono più medaglie di Paesi che hanno grande tradizione: Paesi Bassi, Francia e Ungheria. Per fare tre esempi. Ma anche Grecia, Norvegia e Spagna. Proprio gli iberici, protagonisti negli sport di squadra, hanno vinto tre ori fra nuoto e atletica. Gli stessi che hanno vinto gli azzurri appartenenti a Marina Militare e Fiamme Azzurre. Subito dietro i Carabinieri con 10 medaglie totali, di cui due d’oro. Sono davanti a Svezia, Finlandia e Cechia.

Non sono da meno Aeronautica ed Esercito. Due ori per i primi, un oro, quattro argenti e cinque bronzi per il secondi. Nel medagliere sarebbero davanti a Croazia, Slovenia, Israele, Polonia, Belgio e Portogallo.

Non solo gruppi sportivi

Le eccezioni esistono. E sono due volti importanti del nuoto italiano: Benedetta Pilato e Simona Quadarella fanno parte del circolo Aniene a Roma. La seconda aveva iniziato un percorso con le Fiamme Rosse, il gruppo dei Vigili del fuoco. Un percorso concluso nel 2019. Ad ora le due stelle azzurre non hanno nessun ombrello dei gruppi sportivi militari e civili. Non sono le uniche. Il loro è un percorso laico che è fatto unicamente da accordi con sponsor e soggetti privati: maggiore è il rischio di impresa, maggiore è la libertà. Non sono le uniche: con loro c’è la giovane promessa dalla marcia Sofia Fiorini, studentessa alla Bocconi. Anche per lei – al momento – nessun gruppo sportivo militare all’orizzonte.

Le ragioni del successo

Innanzi tutto la stabilità di un posto fisso. Quindi quella di uno stipendio, pur non altissimo. Tutto abbinato ad una grande libertà di combinare altri introiti pubblicitari. E la possibilità di fare il proprio percorso in serenità, con strutture e tecnici d’eccellenza. Addirittura all’estero quando serve. Il modello funziona: non è un modello che accompagna dall’inizio i giovani talenti, ma li supporta dopo la maturità. Il resto lo fanno le federazioni e le società sportive: il loro ruolo resta centrale.

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