Il “Rapporto Sussidiarietà e… sviluppo sociale”, realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con Istat, si è posto l’obiettivo di indagare la relazione tra cultura sussidiaria e perseguimento di un sistema sostenibile.
“Rapporto Sussidiarietà e… sviluppo sociale si propone di indagare la relazione tra cultura sussidiaria e perseguimento di un sistema sostenibile” ha sottolineato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo “Lo studio ipotizza che cuore e punto di partenza di tale sistema sia lo sviluppo sociale, ovvero quella trasformazione che nasce dal basso, dall’iniziativa personale e dalla creazione di aggregazioni di base e corpi intermedi. In altre parole, propone di superare la dialettica Stato-mercato mostrando il valore e le potenzialità del terzo pilastro: la comunità“.
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L’orizzonte di riferimento del rapporto è l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e le strategie che gli attori pubblici e privati stanno mettendo a punto in direzione dei 17 SDGs e del Pilastro europeo dei diritti sociali, e che guidano l’azione politica verso lo sviluppo di una maggiore equità, inclusione sociale e nuove opportunità.
Il Rapporto, realizzato in collaborazione con Istat, dimostra, con analisi e studi originali, che la sussidiarietà contribuisce al benessere collettivo. Partecipare ad attività sociali e di volontariato migliora la qualità della vita e riduce il rischio di povertà. Lo studio mostra una forte correlazione fra impegno sussidiario e inserimento al lavoro. L’indice è +0,7, in una scala fra 0 e 1. Seguire programmi di formazione continua o attività culturali favorisce l’occupazione, a tutte le età. Così come far parte di associazioni non profit.
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