“Leale e trasparente con chi acquista: il nuovo modus vivendi dell’impresa” Intervista a Francesco Pugliese, Amministratore Delegato Conad

Secondo le indagini continuative che l’Osservatorio Socialis ha svolto nel 2014, la parola ambiente è ormai al centro della relazione tra produttore e consumatore. I consumatori incalzano i marchi sulla necessità di ottenere garanzie di qualità e sicurezza sui prodotti. Le imprese dal canto loro interpretano la missione di responsabilità sociale d’impresa puntando molto su pratiche virtuose nel campo della lotta agli sprechi e della raccolta dei rifiuti. Dove nasce secondo lei questa nuova, condivisa, sensibilità al rispetto dell’ambiente e fin dove può portarci la sua spinta propulsiva?

Ambiente, ma anche lotta allo spreco alimentare. Sta crescendo nei cittadini una sensibilità nuova che li rende molto più attenti a ciò che fa un’impresa della moderna distribuzione su questi temi. L’impresa, da parte sua, è chiamata ad essere – molto più di anni fa – leale con chi acquista, ovvero trasparente. E’ un modus vivendi che si consoliderà nei prossimi anni e finirà per dettare le tappe e gli appuntamenti della fedeltà ad un’insegna piuttosto che ad un’altra. Le imprese dovranno, dal conto loro, rendersi conto che non è più possibile dire ai clienti cosa devono fare, ma dovranno privilegiare l’ascolto di ciò che hanno da dire. E dare seguito a richieste più o meno espresse.

Nel biennio 2011-2013, il numero medio di imprese italiane che adottano una strategia di Corporate Social Responsibility è passato da una percentuale del 64% al 73%. Nel contempo, probabilmente per effetto della crisi, le risorse investite in CSR hanno registrato una lieve contrazione, passando da poco più di un miliardo di euro (1074 milioni) a 920 venti milioni di euro. A parer suo, la responsabilità sociale nell’ultimo biennio ha registrato in Italia uno sviluppo culturale e strategico compatibile con questi dati di fondo? In altre parole, possiamo dire che spendiamo meno ma spendiamo in tanti e, probabilmente, spendiamo meglio?

La cultura della responsabilità sociale non si improvvisa, ma è frutto di anni e anni di costante applicazione di quei principi che sono parte determinante del Dna di un’impresa. Non è tuttavia la sola impresa ad essere protagonista di questo meccanismo; un meccanismo alla cui virtù danno sostegno non solo l’impresa e il suo management, bensì anche altri stakeholders a vario titolo coinvolti. E’ da tale sinergia che nascono modelli organizzativi di maggiore efficienza, che è possibile spendere meno spendendo meglio, che si rendono disponibili risorse finalizzate a conseguire una maggiore efficacia delle azioni intraprese. Occorre, però, che le regole siano rispettate da tutti e che gli strumenti di cui un’impresa si dota siano in grado di assicurare il raggiungimento degli obiettivi che ci si è prefissati.

Un altro trend di fondo emerso nel VI rapporto sull’Impegno Sociale delle imprese italiane, presentato il 18 giugno dall’Osservatorio Socialis, è la “motivazione reputazionale” della Corporate Social Responsibility: le strategie di responsabilità sociale sono finalizzate principalmente al miglioramento dell’immagine del brand. Quali sono le motivazioni e gli obiettivi della strategia CSR di Conad?

Oggi Conad è la catena della moderna distribuzione che, in Italia, gode della maggiore reputazione sul mercato. Ed è la più nota, con un indice di soddisfazione superiore alla media del mercato. Risultati che non sono frutto di una rendita di posizione, ma oggetto di una conquista quotidiana ad opera dei nostri soci imprenditori che operano per restituire ricchezza a territori e comunità. Merito, indubbiamente, anche del nostro peculiare modello organizzativo, fatto di cooperatori prima ancora che imprenditori che pongono al centro la persona, l’interesse per il cliente e le sue esigenze. Nasce da tali solide radici l’insegna che tutti conosciamo e che, ancora oggi, è fatta di 2.809 commercianti associati, persone che hanno fatto una scelta di campo: cooperare per crescere meglio e insieme. Tutti: soci, clienti, comunità e territori.

Adozioni internazionali

50 mesi per ottenerle. I dati della Commissione

C’è un segnale nuovo: le famiglie che dichiarano di adottare per puro desiderio adottivo sono passate dal 6% del 2024 al 17% del 2025

La visita della principessa

Il “non metodo” che ha conquistato la corona inglese

Kate Middleton, da anni impegnata sui temi della prima infanzia, a Reggio Emilia

Nuove frontiere

Volontariato, oltre l’emergenza: il documento Euricse

Il volontariato italiano è a un punto di svolta. A dirlo è il nuovo documento di Euricse, “Volontariato e volontariati: tra spinte trasformative e azione

Il lavoro del CON.ECO.FOR.

Foreste, biodiversità in calo: monitorare per decidere

Sono i dati raccolti sul campo, in modo sistematico e continuativo, a restituire oggi un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle foreste italiane. Un