È la più moderna pratica di bonifica ecosostenibile, che ripristina la fertilità dei terreni in tempi brevi azzerando i rischi per la salute, che produce materiali utili per la filiera agro-energetica e della chimica verde, che garantisce costi fino a 10 volte minori rispetto alle prassi comuni.
Stiamo parlando di fitorisanamento, la tecnologia sviluppata dai ricercatori dell’Università di Napoli Federico II all’interno del progetto comunitario Life ECOREMED e sperimentata a Marcianise (Caserta) nell’area ex SIN (Siti di Interesse Nazionale classificati come aree contaminate) dove insiste il sito produttivo di ECO-BAT, attualmente l’unica azienda globale che offre un circuito chiuso di riciclaggio di batterie al piombo.
Il progetto, primo esempio su scala nazionale nel suo genere, nasce all’interno del sistema COBAT, Consorzio Nazionale di Raccolta e Riciclo, ed è frutto dell’attenzione nel coniugare vocazione ambientale, innovazione e creazione di valore condiviso.
La bonifica ecosostenibile sperimentata a Marcianise ha reso possibile in soli 4 mesi la messa in sicurezza di un terreno di 35.000 mq fortemente contaminato da metalli pesanti, quali piombo antimonio, arsenico e cadmio, dando vita a un grande polmone verde all’interno del sito produttivo, contaminato da pregressi stoccaggi di scarti di lavorazione. Nello specifico l’intervento ha previsto un particolare piano di caratterizzazione dei livelli di inquinamento e la successiva messa in sicurezza del terreno con piantumazione di un bosco di 17.500 pioppi, vere e proprio piante “minatrici” ideali a neutralizzare la presenza di metalli pesanti estraendoli dal terreno e impedendo la loro dispersione aerea. In pieno spirito di economia circolare le stesse piante andranno poi a costituire biomassa reimpiegabile nel ciclo dell’impianto.