Come si progredisce sulla strada del benessere a base culturale? Quali sono le conoscenze e le competenze che occorre garantire per sostenere questa prospettiva? Quali sono gli attori che possono e devono assumersene l’iniziativa e la responsabilità, anche in forme condivise?
Da queste domande ha preso il via il seminario di studi promosso a Roma da Fondazione Exclusiva insieme a Fondazione Atena Onlus: un ciclo di conversazioni con esperti di psicologia delle organizzazioni, delle neuroscienze, dell’innovazione sociale, dell’architettura e del design sociale, per stimolare un confronto a più voci sul ruolo generativo della bellezza, dell’arte e della cultura a servizio del benessere individuale e collettivo.
Un’occasione formativa – in chiusura a maggio con un workshop di progettazione partecipata sul design sociale – per capire come si possa cominciare a restituire bellezza, anche con interventi a basso costo, in contesti di povertà, marginalità e degrado socioeconomico e ambientale (come le periferie e le zone di confine), e soprattutto nei luoghi della salute, come gli ambulatori medici di quartiere.
Esempi virtuosi arrivano dai paesi anglosassoni e scandinavi, dove le numerose esperienze di welfare culturale hanno saputo trasformarsi in politiche per i territori: basti pensare alle Case della salute, attive anche in Toscana, e presto in arrivo nel Lazio, destinate ad essere una punta avanzata non solo dei Pronto Soccorso, ma anche un riferimento per i cittadini sul territorio.
“Io credo che la bellezza sia una forza che nasce dall’interno e si trasmette dalle persone verso il contesto in cui esse si muovono e viceversa – ha sottolineato Fabio Mazzeo, Presidente della Fondazione Exclusiva – Per questo motivo vogliamo promuovere un confronto polifonico e meta-disciplinare sul ruolo della bellezza come agente di cambiamento e come strumento, praticabile ed efficace, per la cura e la salute fisica e sociale delle comunità. La bellezza in quanto generatrice di benessere in grado di incidere sull’estetica dei luoghi e delle relazioni”.
L’iniziativa è stata sostenuta dall’azienda Oikos che, proponendo prodotti naturali senza formaldeide, si propone di garantire una decorazione alle pareti e alle superfici negli ambienti in cui viviamo “sana” e “sostenibile”.