Si è chiuso l’anno della “Resistenza delle donne”, nelle parole di Kumi Naidoo, Segretario generale di Amnesty International, che a dicembre ha presentato l’ultimo rapporto dal titolo “Rights Today – La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019“, nel giorno del 70esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU.
Ovunque, nelle sette regioni del mondo analizzate da Amnesty – Africa, Americhe, Asia orientale, Europa e Asia centrale, Medio Oriente e Nord Africa, Asia meridionale e Sud est asiatico – per tutto il 2018 le donne si sono battute in prima linea per rivendicare i propri diritti, spesso di fronte a feroci opposizioni, discriminazioni e violenze.
Dalle manifestazioni per il diritto all’aborto legale in Argentina, Irlanda e Polonia, agli scontri in Arabia Saudita e Iran contro il divieto di guidare o l’obbligo di portare l’hijab; fino alla seconda “Marcia delle donne” guidata dal movimento #MeToo, che dagli Stati Uniti ha investito Europa e Giappone per dire basta alla misoginia e alle molestie.
Eppure, segnala Amnesty, nel 2018 molti governi hanno appoggiato apertamente politiche e leggi volte ad opprimere e controllare le donne. Nel report si legge che il 40% delle donne in età fertile vive in paesi in cui l’aborto è ancora soggetto a gravi restrizioni e circa 225 milioni di donne non hanno accesso a contraccettivi di ultima generazione. Che i politici polacchi e guatemaltechi continuano a promuovere l’approvazione di norme più rigide in materia di aborto; mentre negli Usa, i tagli dei finanziamenti alle cliniche per la pianificazione familiare hanno messo a repentaglio la salute di milioni di donne.
Il documento mette anche in guardia l’Europa sulla crescente ondata d’intolleranza e discriminazione contro le donne e nei confronti della comunità Lgbt. Amnesty invita gli Stati membri dell’UE e la Svizzera ad intensificare gli sforzi di politica estera per promuovere i diritti umani.
Con un auspicio per il 2019: che i governi ritirino con effetto immediato le loro riserve alla Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, e compiano i passi necessari per la piena realizzazione dei loro diritti.
Leggi il report di Amnesty International qui