Il Gruppo Ferrero ha presentato il 9° Rapporto di Responsabilità Sociale d’Impresa (2017), in cui conferma il proprio impegno a tutela delle Persone (dipendenti, ex dipendenti, consumatori, famiglie, comunità locali) e del Pianeta, monitorando e migliorando l’impatto delle proprie attività lungo tutta la catena di fornitura.
Una strategia di CSR che si sostanzia nel “Condividere valori per creare valore”, e che fonda le proprie radici nel concetto di “Glocalcare”, sintesi della visione Ferrero: guardare al mondo, senza mai tralasciare le proprie radici.
Tra i risultati più significativi, il nuovo Rapporto evidenzia il numero sempre crescente di donne in ruoli dirigenziali, in linea con l’obiettivo di ottenere un aumento del 5% entro il 2020; il successo del programma Kinder+Sport, esteso a 30 paesi, con il coinvolgimento di 5 milioni di bambini; e un’ulteriore conquista nella strategia di approvvigionamento delle materie prime: Ferrero ha raggiunto globalmente il 100% di fornitura di uova da galline allevate a terra.
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Oltre a confermare tutti gli impegni della propria strategia di responsabilità sociale per il 2020 (in cui rientrano la Certificazione ISO 50001 di Gruppo per i 17 siti produttivi attivi nell’agosto 2014, e un +10% di imballaggi derivanti da risorse rinnovabili), Ferrero punta a supportare con tutta la propria attività il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU per il 2030.
Tra i temi più rilevanti per gli stakeholder del Gruppo – primi fra tutti i consumatori – si segnalano il cambiamento climatico, la preservazione del capitale naturale e della biodiversità, e il Packaging sostenibile.
Tema di approfondimento di quest’anno è stato proprio quello della plastica, e più in generale delle sfide legate agli imballaggi, che in Ferrero sono concepiti ex novo in funzione di ogni singolo prodotto, con un approccio circolare che risponde alla strategia delle “5R” (Riduzione, Rimozione, Riciclo, Rinnovabilità, Riuso).
Ciò che negli ultimi cinque anni ha permesso al Gruppo di risparmiare oltre 6.500 tonnellate di plastica rigida nelle confezioni di Estathè, delle praline, dei tappi Nutella, e di introdurre il 90% di materiale riciclato negli imballi non a diretto contatto col prodotto, come i vassoi dei mezzi espositivi, risparmiando altre 10.000 tonnellate di materiale vergine, come sottolineato da Paola Avogadro, Ferrero Global Packaging Design.
Dal punto di vista interno, si conferma la speciale attenzione alla salute, alla sicurezza e al benessere dei dipendenti, con corsi di formazione e politiche aziendali dedicate. Nonché al miglioramento della qualità di vita degli anziani, e allo sviluppo socio-culturale e occupazionale dei giovani in Camerun, Sudafrica e India, in collaborazione con la Fondazione Ferrero.
Il 9° Rapporto CSR di Ferrero è disponibile qui
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