Il piano di biomonitoraggio è partito nel 2016 insieme alla Facoltà di Veterinaria dell’Università di Teramo e oggi permette alla Ducati di tenere sotto controllo l’impatto delle proprie attività sull’ambiente. Le 200mila api allevate in azienda riescono a misurare la qualità dell’aria in un raggio di 3 chilometri attorno all’alveare.
Del resto non c’è sentinella ambientale migliore di un’ape, l’insetto più sensibile ai cambiamenti climatici e agli agenti inquinanti. Le tre arnie della Ducati ne hanno rilevati ben 278, tra metalli pesanti, furani e diossine, pesticidi e anioni.
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Un sistema efficiente, che i 1.400 dipendenti sembrano apprezzare molto. Anche perché a Natale ne ricavano un vasetto di ottimo miele a Km 0. Eppure, se nel 2018 le api Ducati ne avevano prodotto addirittura un quintale, nell’ultimo anno la produzione è scesa a 30 chili.
“Colpa del clima impazzito, con una primavera particolarmente piovosa e l’estate torrida – ha spiegato Valentina Masi, lngegnere ambientale e responsabile dell’area ambiente Ducati – Pare che quest’estate, per via del caldo anomalo, le api si siano abbeverate nelle vasche dell’impianto di depurazione e abbiano ingerito alcuni inquinanti. Per questo procederemo a chiuderle, in modo che non possano più arrivarci. E realizzeremo delle altre vasche dove le api possano bere in tranquillità”.
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