Etica in impresa: È tema centrale per 7 manager su 10

Il tema dell’etica e della responsabilità nel management dell’impresa sta assumendo un ruolo sempre più rilevante all’interno del dibattito pubblico. È ciò che pensa il 71,1% dei manager protagonisti della ricerca ASFOR “Etica, responsabilità pubblica, imprenditorialità e management” edita da FrancoAngeli, che è stata presentata il 27 settembre a Roma in Confcommercio in un convegno organizzato da Apaform e Confcommercio Professioni con il patrocinio di ASFOR. L’occasione per un confronto aperto tra imprenditori e professionisti sul rapporto tra etica e mondo delle imprese, delle amministrazioni pubbliche, delle università e delle istituzioni.

A 30 anni dalla prima ricerca ASFOR sul tema, la nuova indagine – coordinata da Elio Borgonovi Presidente APAFORM, Vito Volpe Fondatore e Presidente ISMO, Mauro Meda, Segretario Generale ASFOR, e Mauro Montante, Consulente Senior e ricercatore ISMO – si è svolta in due fasi nell’arco di tre anni: una fase quantitativa, con la raccolta di 429 questionari nel 2015 e 632 nel 2018, ed una qualitativa attraverso 30 dialoghi con imprenditori, manager pubblici e privati, ed esponenti della finanza e delle istituzioni.

Dalla ricerca emerge che l’etica è diventata centrale nel dibattito, anche se molti ritengono che forse se ne parla troppo e si applica poco. Inoltre non si percepisce una netta distinzione tra pubblico e privato: il parere è che anche nel privato a volte ci sia poca etica ed esistano fatti di corruzione, che è poi l’altra faccia della medaglia cui è dedicata una parte della ricerca – ha evidenziato Elio Borgonovi Presidente di APAFORM e coordinatore scientifico del progetto – Emerge inoltre che il fattore determinante per diffondere l’etica nelle organizzazioni è l’esempio del vertice aziendale e del superiore diretto: un elemento che potevamo in parte anche attenderci, ma non in modo così accentuato. Ed un ruolo molto importante della formazione: circa 3/4 dei rispondenti nei due anni dicono che è uno degli strumenti più efficaci per diffondere l’etica. Per questo, noi come sistema ASFOR dovremmo rivedere i nostri programmi formativi e ribilanciare i contenuti tecnico-manageriali, cercando di immettere dosi significative di riflessione sulle relazioni e sulle relazioni con le persone”.

| Fai una pausa e leggi: Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile: XIX edizione

L’etica nei diversi settori. Più del 50% degli intervistati ritiene che nel settore non profit vi sia un più elevato senso etico. Al contrario, circa il 60% dei rispondenti in entrambe le indagini ritiene che la finanza sia il settore meno favorevole alla diffusione di comportamenti etici.

Fattori che influenzano l’etica. Se nel breve periodo applicare princìpi etici può essere penalizzante per le imprese che operano in sistemi competitivi, nel medio-lungo termine produce effetti positivi sulla competitività. Anche la presenza di chiare regole è considerata un fattore positivo per la diffusione di comportamenti etici.

L’etica resta un valore individuale, che però può diffondersi se i vertici o i dirigenti di posizioni intermedie assumono comportamenti coerenti, orientati al riconoscimento del merito, della professionalità e della competenza. Strumenti formali quali D.Lgs. 231/2001 e Legge 190/2012 e la certificazione SA 8000 sono considerati poco efficaci, in quanto meno del 50% si trova d’accordo. Al contrario, la formazione resta il più efficace strumento logico e leva operativa per diffondere e rafforzare comportamenti etici nelle organizzazioni.

“Molti degli intervistati ritengono che l’etica sia più una questione di facciata, e che non sia attuata nella pratica. Al contrario, noi vogliamo riportare il valore dell’etica delle responsabilità soprattutto nel lavoro che si svolgeha spiegato Annarita Fioroni, Presidente di Confcommercio Professioni – E questo attraverso il rafforzamento delle competenze manageriali e professionali, per far sì che la rappresentanza possa avere un suo ruolo nella qualificazione, formazione e valorizzazione delle competenze sempre di più all’interno del sistema di Confcommercio”.

Dal confronto sui dati sono emerse importanti riflessioni: che non si può parlare di etica se non c’è rispetto per le persone, che vengono prima dei processi economici. Rispetto che impone un riequilibrio del rapporto tra diritti e responsabilità in tutti gli ambiti. Che nell’Era della Comunicazione andrebbe rafforzata anche la “Comunicazione dell’etica”, per far conoscere il Bene.
Che investire sui giovani e sulla formazione manageriale può essere la chiave per invertire la tendenza in atto e riportare l’etica nella nostra società, perché non sia più solo condizionata da princìpi e criteri di carattere economicistico.

La ricerca “Etica, responsabilità pubblica, imprenditorialità e management” è disponibile qui

 

a cura di Alessandra Aurilia © Osservatorio Socialis

 

Leggi anche: “Formazione etica e alla CSR” dal Dizionario CSR

Leggi anche: Etica del lavoro: il contributo dell’economia civile

Adozioni internazionali

50 mesi per ottenerle. I dati della Commissione

C’è un segnale nuovo: le famiglie che dichiarano di adottare per puro desiderio adottivo sono passate dal 6% del 2024 al 17% del 2025

La visita della principessa

Il “non metodo” che ha conquistato la corona inglese

Kate Middleton, da anni impegnata sui temi della prima infanzia, a Reggio Emilia

Nuove frontiere

Volontariato, oltre l’emergenza: il documento Euricse

Il volontariato italiano è a un punto di svolta. A dirlo è il nuovo documento di Euricse, “Volontariato e volontariati: tra spinte trasformative e azione

Il lavoro del CON.ECO.FOR.

Foreste, biodiversità in calo: monitorare per decidere

Sono i dati raccolti sul campo, in modo sistematico e continuativo, a restituire oggi un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle foreste italiane. Un