Dimore storiche italiane: Parte il censimento

Realizzare un censimento completo delle dimore storiche, pubbliche e private, di tutta Italia: è questo l’obiettivo dell’accordo siglato da Carlo Birozzi, direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero dei Beni Culturali (MiBACT), e Giacomo di Thiene, presidente dell’ADSI, l’Associazione Dimore Storiche Italiane, che da oltre 40 anni promuove la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle migliaia di immobili storici distribuiti su tutto il territorio nazionale, un patrimonio – immobiliare e paesaggistico – che non ha eguali al mondo ed è una delle principali risorse del nostro Paese.

Ad oggi, ammonta a circa 200.000 beni culturali, dei quali circa 30.000 privati, che rappresentano circa il 17% del capitale storico-artistico complessivo. Un volano per l’economia – non solo delle città d’arte, ma anche dei centri minori e delle aree rurali – che si esprime, tra l’altro, attraverso una pluralità di attività, legate alla conservazione dei beni stessi, allo sviluppo di iniziative culturali e creative, alla produzione agricola ed enogastronomica, alla tutela del paesaggio e al turismo. Un impatto positivo, che a livello europeo, solo nel 2018 ha mosso 52 milioni di visitatori, e generato un fatturato di 335 miliardi di euro con la creazione di 9 milioni di posti di lavoro.

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Ville, castelli, palazzi, masserie, ma anche giardini, boschi e tenute agricole, grazie all’accordo tra ICCD e ADSI saranno finalmente catalogati e digitalizzati, per offrire un punto di riferimento per studiosi, professionisti e cittadini, con informazioni dettagliate per poter progettare e realizzare programmi a medio e lungo termine ed interventi specifici volti a valorizzare appieno il potenziale del patrimonio immobiliare storico italiano.

ICCD ha già nella sua banca dati oltre 2,8 milioni di schede relative al patrimonio culturale italiano di cui possiede una importante documentazione fotografica, ma l’azione sistematica svolta con ADSI sarà l’occasione per completare le lacune esistenti – ha commentato Carlo Birrozzi, Direttore ICCD La stessa idea di patrimonio culturale è in continua evoluzione quindi sarà possibile ricomprendere nel catalogo anche quanto fino ad ora non era considerato di interesse”.

Il censimento dei beni immobiliari storici è un passo molto importante e necessario, poiché consentirà di conoscere in maniera più completa e dettagliata quella straordinaria risorsa, capillarmente diffusa nel nostro territorio, che sono gli immobili vincolati – ha sottolineato Giacomo di Thiene, Presidente Nazionale ADSIAd oggi manca una stima esatta del potenziale che possono esprimere, se tutelate e valorizzate, e la catalogazione che andremo a realizzare consentirà di programmare nuove politiche integrate che vadano a beneficio di tutti i territori italiani, salvaguardando per le generazioni future questo patrimonio unico al mondo”.

www.adsi.it
www.iccd.beniculturali.it

Photo credits: ADSI Lazio – Castello Massimo di Arsoli – Annuario 35


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