È nata ufficialmente a Trento la Fondazione Antonio Megalizzi, dedicata alla memoria del 29enne giornalista radiofonico, inviato di Europhonica, rimasto ucciso insieme al collega Bartosz Orent-Niedzielsk nell’attentato terroristico dell’11 dicembre 2018 a Strasburgo, mentre era intento a seguire una sessione plenaria del Parlamento europeo.
L’atto costitutivo della Fondazione è stato firmato presso il Palazzo della Provincia di Trento dai familiari di Antonio – i genitori Anna Maria e Domenico e la sorella Federica – dalla fidanzata Luana Moresco e la Federazione nazionale della Stampa italiana, insieme al Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige, Comune e Provincia autonoma di Trento, l’Università degli studi di Trento, l’Usigrai, l’associazione degli operatori radiofonici universitari Rad-Uni e l’associazione Articolo21.
La Fondazione opererà nei settori dell’educazione, dell’istruzione e della formazione professionale, coniugando attività culturali di interesse sociale con finalità educative.
Erogherà borse di studio per la formazione in ambito giornalistico ed europeo, organizzerà premi giornalistici, convegni di studio nazionali, europei ed internazionali, ed ogni altra iniziativa che possa perpetuare il sogno europeo di Antonio e il suo attivismo contro fake news e linguaggi d’odio, e serva ad ispirare tanti altri giovani aspiranti giornalisti.
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«A quasi un anno dal 14 dicembre, siamo coscienti dell’importanza di mantenere vivo il ricordo di Antonio. Per portare avanti il suo messaggio e promuovere nella nostra società una cultura dell’informazione, dell’istruzione e dell’impegno civico – ha commentato la famiglia – Da queste premesse nasce la Fondazione Antonio Megalizzi, con l’obiettivo di creare e sostenere iniziative finalizzate a favorire nella società lo sviluppo del senso critico, civile ed etico”.
In collaborazione con le istituzioni europee, la Fondazione Megalizzi organizzerà corsi, eventi, workshop, seminari, giornate formative per stimolare i cittadini a partecipare alla vita democratica italiana ed europea. E la radio, grande passione di Antonio, sarà sempre al centro, e resterà il mezzo con cui arrivare alle persone e soprattutto ai giovani.
«Con la firma di oggi – ha commentato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti – ribadiamo di volerci impegnare, come faceva Antonio, per costruire un’Europa più unita, più solidale, più giusta e più forte, capace di affrontare le grandi sfide sociali che abbiamo davanti e decisa a contrastare l’odio e la violenza, lavorando per riaffermare i valori della pace e del dialogo».
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