All’Università Ca’ Foscari Venezia è stata assegnata la nuova “Cattedra UNESCO” su Acqua, Patrimonio e Sviluppo Sostenibile, volta a rafforzare le attività educative incentrate su un uso più responsabile delle risorse idriche, allo scopo di approfondire e promuovere i loro legami inscindibili con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
L’ateneo diventa così la 30esima “Unesco Chair” italiana, delle quasi 800 cattedre che dal 1992 hanno coinvolto una rete di oltre 700 istituzioni di 116 Paesi del mondo, promuovendo collaborazione e scambio di conoscenza su temi cruciali in campo educativo, scientifico e culturale, e generando innovazione attraverso la ricerca e valorizzazione delle diversità culturali nei programmi universitari.
“Il riconoscimento – ha spiegato il professor Francesco Vallerani, geografo e promotore della Cattedra – arriva dopo una prolungata attività di ricerca dedicata alla conoscenza e alla gestione dei patrimoni delle civiltà dell’acqua e alla promozione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.
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La nuova Cattedra intende premiare l’attività dei geografi cafoscarini coordinati da Vallerani ed Eriberto Eulisse, direttore della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua, sviluppata con il supporto del Programma Idrologico Internazionale (UNESCO-IHP) e del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua onlus.
Alla didattica collaboreranno scienziati e istituti di ricerca riconosciuti dall’UNESCO in diverse parti del mondo. In programma lezioni e corsi sui temi dell’educazione allo sviluppo sostenibile, dell’eco-idrologia, della geografia culturale, della socio-ecologia, dell’antropologia visiva, della museologia, delle digital humanities e dei tourism studies. Ma anche pubblicazioni, mostre, workshop e seminari di approfondimento sulle buone pratiche di gestione dell’acqua.
Le attività della Cattedra UNESCO stimoleranno lo scambio di personale tra musei e centri di ricerca, e favoriranno la creazione di nuove reti di musei dell’acqua a livello globale.
In particolare, sosterranno i bisogni di formazione dei musei dell’acqua del Global Network of Water Museums, con particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo, per promuovere approcci condivisi per affrontare la crisi globale dell’acqua.
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