Individuare e descrivere all’interno della finanza etica o socialmente responsabile un canale privilegiato attraverso cui il mercato dei capitali può contribuire a colmare il divario di genere. Questo è l’obiettivo perseguito dall’elaborato di Alice Sanna, menzione speciale del XVII Premio Socialis, dal titolo “Gender lens investing: la finanza etica per l’empowerment economico e sociale delle donne“ (discussa all’Università di Bologna – Corso di Laurea Magistrale in Management dell’Economia Sociale – Relatrice Prof.ssa Barbara Petracci).
Spiega l’autrice: “Il Gender lens investing si propone come una strategia di investimento tesa a garantire alle donne un accesso più democratico ai capitali di finanziamento per l’avvio di iniziative di autoimprenditorialità, una maggiore equità nell’ambiente di lavoro in termini di retribuzione e accesso alle cariche più importanti e la fruizione di prodotti e servizi pensati specificatamente per rispondere ai bisogni della popolazione femminile”.
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Sicuramente ci troviamo di fronte ad una tematica fortemente innovativa, dal momento che la nostra società fa ancora fatica talvolta a sopperire ad alcune dinamiche legate alla diversità di genere, ma, ciò nonostante, possiamo considerare il Gender lens investing “un fenomeno già ampiamente diffuso, per quanto con un grande potenziale ancora da sviluppare”.
Non solo, in linea con un principio cardine dello sviluppo sostenibile, secondo cui ad un incremento delle performance sociali può (e deve) corrispondere un incremento di quelle economiche, il presente elaborato si propone di affermare che la forza di questo fenomeno “risiede non soltanto nella garanzia di un rendimento economico-finanziario importante oltre a un impatto sociale in termini di uguaglianza di genere, ma anche e soprattutto nella capacità di combinare in modi inediti mondi particolarmente lontani tra loro quali finanza e gender studies, capitalismo e femminismo“.
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