Mappare l’impegno delle imprese dell’area milanese sul tema della Corporate Social Responsibility (CSR) per coordinare le energie in campo e definire un nuovo modello di sviluppo economico, sociale e ambientale per la città di Milano, a partire dai quartieri dove le disuguaglianze sono più evidenti e oggi accentuate dall’emergenza Covid-19. Questo l’obiettivo della ricerca “La responsabilità sociale delle imprese per la rigenerazione delle periferie”, promossa da Assolombarda, Fondazione Sodalitas e Fondazione Cariplo e curata da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.
L’indagine ha preso in esame 126 imprese – grandi (69%) o medie (21%) – associate ad Assolombarda e/o a Fondazione Sodalitas, selezionate sulla base di una provata esperienza nell’ambito della CSR, tanto che il 79% delle aziende mappate gestisce il tema della CSR in modo esplicito e strutturato.
Il primo dato rilevante che emerge è quello che vede il 35% delle imprese analizzate impegnate in iniziative di rigenerazione e sviluppo territoriale attivate negli ultimi 2 anni.
L’ambito prevalente degli interventi di CSR su cui si sono raccolte informazioni attraverso l’indagine è quello “interno” relativo al miglioramento del benessere dei dipendenti (76%), seguito dalle attività a favore della comunità locale (70%). Meno frequenti risultano, invece, gli interventi in ambito culturale (37%) e di promozione dello sport (31%).
Nel complesso, la modalità d’intervento prevalente è la donazione. Il 32% delle imprese attive in questo ambito dona beni o servizi e il 30% dona denaro. Le sponsorizzazioni sono utilizzate dal 24% delle imprese, il volontariato d’impresa dal 21% e una quota analoga riguarda le imprese impegnate direttamente nella progettazione degli interventi.
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Entrando nel merito dei bisogni affrontati dagli interventi realizzati e pianificati dalle imprese, i dati evidenziano come temi prevalenti l’inclusione sociale (10%), il miglioramento della salute e la realizzazione di infrastrutture per il quartiere (9%). Per quanto riguarda la pianificazione di futuri interventi, invece, i temi più ricorrenti sono i luoghi di socializzazione (13%) e l’integrazione di stranieri e migranti (11%).
Un altro tema esaminato è stato quello della collaborazione con gli attori del territorio per la realizzazione dei progetti di rigenerazione e riqualificazione. Il 62% delle imprese ha attivato collaborazioni con altri soggetti, quali il Comune/Consiglio di zona (68%), le organizzazioni non profit (55%), le università (53%) e le scuole (48%). Risulta invece più raro il caso di collaborazioni con altre imprese (10%), anche se due terzi delle imprese rispondenti si dichiara “molto” o “abbastanza” interessato a realizzare tale collaborazione per interventi futuri.
In ultimo è stato sondato l’interesse a sostenere future iniziative e la modalità preferita di partecipazione a tali interventi. L’89% delle imprese ha dichiarato il proprio interesse a sostenere iniziative di rigenerazione e sviluppo territoriale realizzate da soggetti pubblici e nonprofit o Fondazioni di Comunità nel proprio territorio.
Il Quaderno si chiude illustrando venti casi di progetti virtuosi, promossi da imprese singole o associate e da fondazioni (di impresa e non), che avessero come obiettivo la promozione di azioni di rigenerazione urbana finalizzate a riattivare cultura e socialità nelle periferie milanesi e nell’hinterland. Le aziende coinvolte sono: a2a, Bayer, Bracco, NTT DATA Italia, Fondazione Snam, Fondazione Banco dell’Energia, Fondazione Cariplo, Fondazione Falck, Sistemi Urbani (Ferrovie dello Stato), KPMG, Saint-Gobain, Enel, Nike, IGPDecaux, Politecnico di Milano, Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, Samsung Italia, Solvay, Mapei, Zeta Service.
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Photo Credits: Dario Trotter – Associazione RiScatti onlus
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