“Listening Ahead: Verso un futuro più inclusivo e sostenibile”. Intervista a Luca Marini, Global Head of Communication di Amplifon

Luca Marini è Global Head of Communication del Gruppo Amplifon, leader globale del mercato retail dell’hearing care, con oltre 17.000 dipendenti e collaboratori in tutto il mondo, e una rete di oltre 11.000 punti vendita in 27 Paesi e 5 continenti.

Amplifon ha lanciato il suo primo Piano di Sostenibilità “Listening Ahead”. Quali obiettivi avete raggiunto nel 2020 e quali vi ponete per l’immediato futuro?

«Listening Ahead nasce dalla volontà di Amplifon di contribuire in prima persona ad un futuro più inclusivo e sostenibile. Per il triennio 2021-2023 coperto dal Piano, abbiamo fissato obiettivi coerenti con la nostra strategia di business ed allineati all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che riguardano, tra gli altri ambiti: la lotta alla stigmatizzazione della cura dell’udito; la promozione dell’accessibilità e dell’innovazione tecnologica dei servizi uditivi verso le generazioni più senior; la valorizzazione dei nostri dipendenti in tutto il mondo, attraverso lo sviluppo dei talenti; l’inclusione sociale per le persone più fragili; la sensibilizzazione dei più giovani sulla prevenzione e sul benessere uditivo. Il Piano, articolato in quattro pilastri, comprende anche iniziative relative alla riduzione dell’impatto ambientale nelle nostre attività e la promozione di pratiche responsabili e sostenibili lungo la catena del valore».

Dall’inizio della pandemia dello scorso anno sono molte le aziende che si sono adoperate per dare supporto alle persone e alla società. Quali sono le principali attività messe in campo da Amplifon per affrontare l’emergenza e che feedback avete ricevuto?

«Sicurezza e supporto sono state le linee guida della risposta che abbiamo voluto dare all’emergenza pandemica. In primis, verso le nostre persone ed i nostri clienti, con un Protocollo ad hoc – realizzato con la collaborazione di esperti accademici e l’avallo della Società Italiana di Audiologia e Foniatria – per contrastare la diffusione del virus nei nostri uffici e nei nostri centri. In parallelo, verso la comunità, con iniziative in collaborazione con grandi istituzioni – come Croce Rossa Italiana – mentre, proprio nei mesi più intensi del 2020, nasceva Fondazione Amplifon, con cui l’azienda e le sue persone hanno avuto fin da subito modo di collaborare, supportando le sue iniziative di sostegno alla società civile. Tra queste, il supporto a Fondazione Buzzi – onlus che sostiene l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano – sia per fronteggiare l’epidemia sia per dotare il nosocomio di un innovativo reparto di otorinolaringoiatria infantile».   

Per oltre 4 imprese su 10, tra i principali vantaggi della CSR c’è il miglioramento dei rapporti con i territori e le comunità locali (dati IX Rapporto di indagine sull’Impegno Sociale delle aziende in Italia di Osservatorio Socialis). Come azienda cosa state progettando in ambito di responsabilità sociale per creare valore per la comunità?

«Generare un impatto positivo nelle comunità in cui operiamo rappresenta uno dei quattro pilastri di riferimento del nostro Piano di Sostenibilità. Il nostro impegno resta focalizzato sulla diffusione sempre più capillare dell’inclusione sociale, sia supportando le attività di Fondazione Amplifon sia lavorando con le nuove generazioni, per diffondere una maggiore consapevolezza sull’ascolto responsabile e sulla prevenzione uditiva.

In quest’area di intervento, il progetto “Listen Responsibily/Ci Sentiamo Dopo” ha già raggiunto, in Italia, la terza edizione e presto raggiungerà nuove geografie, per coinvolgere complessivamente oltre 40.000 studenti e 1.600 istituti entro il 2023. Infine, un altro importante versante di attività riguarda la sensibilizzazione delle comunità sull’impatto dell’inquinamento acustico sulla salute dell’udito, che portiamo avanti grazie alla funzionalità di noise tracker della nostra “APP Listen Responsibily” con l’obiettivo di raccogliere, entro il 2023, almeno 20.000 misurazioni del rumore da parte di 6.000 persone in tutto il mondo, e creare così una mappa crowd-sourced dell’ecologia acustica delle comunità in cui viviamo».

Oggi la CSR ha bisogno di essere strutturata per produrre risultati funzionali allo sviluppo delle imprese e al mondo che cambia. Quali sinergie si creano tra la Fondazione Amplifon, l’azienda e i suoi stakeholder?

«La responsabilità sociale è parte integrante del DNA di Amplifon fin dalla sua nascita, 70 anni fa. È un impegno che, negli ultimi due anni, si è consolidato ancora di più grazie al programma di responsabilità sociale d’azienda “WeCare” e al coinvolgimento delle nostre persone nelle attività di Fondazione Amplifon, che persegue in autonomia la sua missione di inclusione sociale.

Le nostre persone sono entusiaste di aver l’opportunità di essere protagoniste attive di alcune delle iniziative promosse da Fondazione Amplifon, come il progetto “Viva Gli Anziani!”, sviluppato insieme alla Comunità di Sant’Egidio, o il progetto “EccoMI!”, una partnership pubblico-privato per le RSA, a supporto concreto delle persone a rischio di marginalizzazione, in situazioni di solitudine o isolamento sociale».

a cura di Alessandra Aurilia © Osservatorio Socialis

 

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