Dalla prima rilevazione, pubblicata nel 2001, si è passati da 450 milioni di euro a 1.771 milioni di euro di investimenti delle imprese italiane (sopra gli 80 dipendenti) negli ambiti oggi conosciuti come ESG (Environmental, Social & Governance).
Un incremento del 400% che, rispecchiando il trend di crescita, ha toccato il suo massimo nell’ultima rilevazione pubblicata nel 2020, con il 92% delle aziende impegnate.
Cosa è cambiato in questi ultimi 2 anni? La cultura aziendale negli ambiti ESG ha messo radici nelle organizzazioni? Come si stanno orientando le scelte dedicate all’engagement dei dipendenti, dei fornitori? Quali sono le attività predilette dalle imprese sui terreni ambientale, sociale e di governance? Che impatto ha avuto la crisi determinata dalla pandemia Covid-19? Cosa ci si attende per il futuro?
Lo sapremo il 24 giugno 2022, quando al Centro Congressi di Sapienza Università di Roma e in diretta web, verranno presentati e discussi i dati del 10° Rapporto CSR in Italia, la statistica punto di riferimento per conoscere il trend del fenomeno dell’impegno sociale, economico e ambientale delle aziende nel nostro Paese, realizzata da Osservatorio Socialis con l’Istituto Ixé.
Già ricevuti i patrocini di MITE, MEF, istituzioni finanziarie, organizzazioni culturali, sociali e d’impresa, insieme a oltre 30 atenei italiani.
“L’attenzione ai temi ESG – ha spiegato Roberto Orsi, Direttore dell’Osservatorio Socialis – è ormai diventata preponderante e non più rimandabile per le imprese che vogliono concentrarsi su uno sviluppo più sostenibile. Capiremo dai protagonisti come potrà maturare la tendenza, quanto il grande gettito di capitali del PNRR sta fornendo uno slancio ad agire in maniera ancora più responsabile e su quali terreni e modalità le imprese tenderanno ad operare”.
Le aziende attive in CSR nel 2019 si erano concentrate soprattutto sulle iniziative interne all’azienda (66%), come quelle legate alla formazione del personale, in costante crescita, indicata dal 49% dalle imprese intervistate, ma inevitabilmente l’emergenza COVID-19 in pieno svolgimento aveva costretto a prevedere una contrazione della spesa media pro capite del 16% nell’anno 2020.
Il 47% delle aziende aveva promosso iniziative dedicate al territorio vicino alla sede dell’impresa, mentre solo l’8% aveva dedicato azioni rivolte ai paesi esteri, confermando la volontà di migliorare il rapporto con territorio e le comunità di appartenenza.
I maggiori investimenti erano stati dedicati ad azioni per diminuire l’impatto ambientale: il 42% delle aziende aveva privilegiato azioni di investimento nelle tecnologie innovative per limitare l’inquinamento e migliorare lo smaltimento dei rifiuti, mentre il 38% ha investito per migliorare il risparmio energetico.
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