Criminalità ambientale. Il Rapporto Ecomafia 2022 di Legambiente sostiene che i reati contro l’ambiente accertati sono 84 al giorno, ovvero più di 30mila l’anno. Anche se rispetto al 2020 sono in calo di oltre il 12%, crescono gli arresti – ad oggi a quota 368 – quasi +12% sul 2021.
Sommando anche i reati amministrativi, che sono circa 60mila, possiamo dire che ogni ora avvengono circa 10 violazioni di norme poste a tutela dell’ambiente. Un business, quello della criminalità ambientale, che vanta un fatturato di 8,8 mld euro annui.
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Le filiere illegali sono capitanate dal settore del cemento, che pesa per quasi un terzo (il 31%) degli ecoreati complessivi. Al secondo posto i rifiuti, che è anche l’ambito in cui si registrano più arresti (287, quasi +26% sul 2020) e sequestri (3.745, +15%).
Riguardo quest’ultimi, crescono anche le inchieste: 38 contro le 27 del 2020 e i quantitativi di rifiuti sequestrati superano i 3 mln di t. Si registra inoltre che tra i nuovi interessi delle ecomafie c’è il traffico degli oli vegetali esausti: il Conoe stima che ben 15mila t l’anno sfuggano alla raccolta e al trattamento dei certificati dei consorzi.
Gli altri campi dove si riportano più illeciti sono quelli dei reati contro la fauna, arrivati a 6.200 nel 2021, e quelli contro il patrimonio boschivo, che l’anno scorso sono lievitati del 27,2%. La mappa degli ecoreati nel Belpaese colora di rosso Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Le 4 regioni infatti raccolgono insieme percentuali preoccupanti: il 43,8% dei reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, il 33,2% degli illeciti amministrativi e il 51,3% delle inchieste per corruzione ambientale sul totale nazionale. A livello provinciale, invece, troviamo Roma, che con 1.196 episodi di ecocriminalità supera Napoli.
“Il quadro che emerge dalla lettura del nostro Rapporto Ecomafia 2022 continua a essere preoccupante – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente –. È fondamentale non abbassare la guardia nei confronti degli ecocriminali, ora più che mai visto che sono stati assegnati i primi finanziamenti dei bandi del PNRR, molti altri ne verranno aggiudicati nel prossimo futuro, e presto si apriranno i tanti cantieri dell’agognata transizione ecologica. In tutto ciò il sistema di prevenzione e repressione dei reati descritti in questo Rapporto non è stato rafforzato come si sarebbe dovuto fare”.
Consulta il rapporto Ecomafia 2022 qui
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