Nel mese corrente la startup americana Living Carbon inizierà a piantare la prima superforesta del mondo. Alcuni appezzamenti di terreno in Georgia e Pennsylvania ospiteranno il primo test che l’azienda effettua fuori dai laboratori. L’obiettivo è dimostrare che i gli alberi Ogm hanno davvero una marcia in più. Ma vediamoci più chiaro.
Living Carbon assicura che i suoi pioppi Ogm hanno un ritmo di crescita che supera del 53% quello dei pioppi tradizionali. Questo si traduce in più biomassa, quindi in più CO2 stoccata in minor tempo. Inoltre, secondo i risultati dei test in laboratorio, gli alberi con il genoma modificato dalla startup riuscirebbero ad assorbire fino al 27% di anidride carbonica in più.
| Fai una pausa e leggi: Packaging alimentare a base di alghe: l’innovazione di NotPla
A febbraio dunque saranno piantati i primi 60mila semi di pioppo transgenico. L’obiettivo è arrivare a 4-5 milioni di alberi Ogm nel 2024. Un business molto interessante per aziende che vogliono diminuire le proprie emissioni di CO2. Infatti, la startup ha già assegnato tutti i crediti di carbonio che genererà nel 2023, ricevendo il sostegno di big come Toyota.
Nello specifico, l’azienda ha modificato geneticamente alcuni tratti in modo da rendere più efficiente il processo di fotosintesi. La pianta dunque, respira meglio. “Di solito, i prodotti di scarto della fotorespirazione vengono esportati dal cloroplasto a diversi organelli per i cicli metabolici. La nostra biotecnologia consente al cloroplasto di scomporre internamente questi prodotti di scarto e di trasformarli in glucosio e cellulosa, ricchi di energia”, spiega Living Carbon.
Secondo l’azienda, se continua a mantenere il ritmo di raddoppio del numero di alberi ogni anno, entro il 2030 ne saranno stati piantati abbastanza da rimuovere l’1,66% delle emissioni di gas serra globali ai valori del 2021 (circa 600 mln t), nell’arco dell’intero ciclo di vita delle piante.
Scopri il progetto Living Carbon qui
Leggi anche: #RAPPORTOCSR10: Ecco i nuovi dati dell’unica rilevazione statistica della CSR in Italia
Leggi anche: Nasce l’Academy di Osservatorio Socialis: un ponte tra università e imprese