Sport e Salute ha incontrato, il 20 febbraio a Napoli, una rete di Enti e Fondazioni operanti nel terzo settore della Campania. Lo scopo dell’incontro è stato per poter illustrare i nuovi bandi del piano sociale 2023 ed esporre anche la propria strategia territoriale per affrontare temi e realtà che vivono in un disagio economico e sociale.
L’evento si è aperto con un messaggio dell’amministratore delegato di Sport e Salute Vito Cozzoli, che ha ribadito la soddisfazione di avviare collaborazioni con Fondazioni campane che sono punto di riferimento sul territorio. «Sono molto felice – ha detto – di potere avviare un percorso di collaborazione con le Fondazioni campane e napoletane, cioè con i soggetti che sul territorio sono punto di riferimento per lo sviluppo della comunità».
Una collaborazione, un sostegno che si traduce in oltre 650mila euro per i progetti di inclusione, 260mila euro per le amministrazioni locali per il rilancio delle attività sportive nei parchi pubblici e il coinvolgimento dei laureati in Scienze motorie che, attraverso il progetto Scuola attiva, hanno raggiunto 7.000 classi campane.
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Nell’evento è stato anche ribadito, dal responsabile delle politiche sociali e del terzo settore di Sport e Salute, che lo sport non solo funge da motore di inclusione ma anche di educazione e di rieducazione, come per esempio nelle carceri dove contribuisce al benessere fisico e mentale dei detenuti.
Per Renato Quaglia, direttore della Fondazione impegnata in un ampio progetto di rigenerazione urbana e sociale nei Quartieri Spagnoli, «occorre pensare nuovi spazi da dedicare alle attività sportive – ha detto – per creare nuove occasioni di benessere e socialità. Laddove la conformazione urbanistica della città non consente la creazione di nuovi impianti, come ad esempio nel reticolato stretto dei Quartieri Spagnoli, è possibile immaginare di sfruttare la verticalità delle costruzioni e, sul modello di Rotterdam, di utilizzare i tetti come campi per praticare sport».
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