La Fondazione E4Impact si occupa della promozione dello sviluppo dell’Africa. Coldiretti ha deciso di sostenere l’impegno della Fondazione, fornendo formazione e supporto tecnico agli imprenditori agricoli locali. Lo sviluppo sostenibile africano ha bisogno della creazione di una rete di imprenditori che siano in grado di migliorare la produzione agricola in modo sostenibile e diventare competitivi sui mercati internazionali.
L’obiettivo della Fondazione E4Impact è formare imprenditori locali e dare alle imprese locali la possibilità di sviluppare nuovi progetti e nuove partnership tra le imprese italiane e quelle africane. Un esempio virtuoso è quello di Sweet Africa, che si occupa di coltivazione e commercializzazione di frutta tracciata e certificata lungo l’intera filiera.
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È sempre stimolante accogliere un nuovo partner nella nostra missione per promuovere l’imprenditoria sociale e sostenibile in Africa. L’ingresso di Coldiretti rappresenta per noi un’opportunità unica di accedere alla sua esperienza e competenza nel settore agricolo, che ci aiuterà a sostenere l’imprenditoria agricola sostenibile in Africa. Siamo convinti che la partnership tra Fondazione E4Impact e Coldiretti possa portare a risultati tangibili e positivi per le comunità locali africane e per il futuro sostenibile del Continente.
Ha detto Letizia Moratti, presidente della Fondazione E4Impact.
E4Impact opera in 20 Paesi africani dove ha formato più di 6mila imprenditori e creato oltre 30mila posti di lavoro. L’acceleratore e incubatore di imprese offre assistenza legale, finanziaria, di formazione e mentoring – con particolare attenzione a giovani e donne – a più di 78 imprese e startup locali. Il criterio è quello di sostenere le piccole e medie imprese locali anche in base al loro impatto ESG.
Spiega così il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.
L’obiettivo è esportare un modello di sviluppo che punti sulla valorizzazione delle realtà locali, sfruttando le potenzialità dell’impresa familiare e sostenendo così i piccoli produttori del Sud del mondo, minacciati dalla distorsione nei sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti che favorisce l’accaparramento delle terre e provoca la fuga dalle campagne verso i Paesi più ricchi dove spesso li attendono la sofferenza e l’emarginazione.