“ATTENZIONE”: è la prima parola che viene di sottolineare leggendo i dati di questo nuovo rapporto su L’impegno sociale delle aziende in Italia, il sesto della serie, quello che indica con più chiarezza la strada per un nuovo modo di fare impresa.
Attenzione agli sprechi, ai dipendenti, all’ambiente in cui viviamo e che lasciamo ai figli e ai nipoti, al territorio nel quale operiamo, alla solidarietà con chi è meno fortunato, alla bellezza dell’arte e della cultura, al bilanciamento tra vita privata e lavoro.
A confronto con le precedenti rilevazioni, è aumentato il numero delle aziende impegnate (7,3 aziende su 10 investe in CSR e sostenibilità ambientale), segno evidente che i comportamenti socialmente responsabili sono considerati indispensabili dalla maggioranza delle imprese. Ma la crisi si sente, gli investimenti sono più oculati, di importo più contenuto, in un’ottica di risparmio generale, ma anche più consapevoli e diffusi.
L’altra parola è dunque “RISPARMIO”: che in questi anni è diventato obbligatorio, ma che è anche uno dei principali vantaggi dell’agire responsabile, un volano per lo sviluppo della CSR. Dalla riduzione dei consumi di materie prime, al maggiore controllo della filiera produttiva e distributiva, alla riduzione dei costi legati a possibili conflitti con il personale, all’utilizzo più corretto del prodotto.
E poi “COINVOLGIMENTO” e “RISPETTO”: gli imperativi delle imprese più virtuose e dei loro manager. Comprendere, accogliere e discutere le aspettative e le istanze di tutti coloro che, direttamente o indirettamente, sono interessati nell’attività dell’azienda, dai dipendenti ai clienti e a tutti gli stakeholders, per fare in modo che l’azienda stessa stia meglio sul mercato.
“RICONOSCIMENTO” infine. È una richiesta che emerge con forza: un miliardo di euro l’anno investito dalle imprese nel sociale e nello sviluppo sostenibile in Italia merita di più, va promosso e sostenuto dallo Stato, con incentivi concreti, momenti di confronto e visibilità, programmi universitari trasversali, per alimentare un nuovo modo di fare impresa, un nuovo modo di intendere l’economia e la società.