Nelle loro scelte d’acquisto, 92 italiani su 100 esigono dai marchi solo prodotti certificati e sicuri. Circa 82 italiani su 100 dichiarano che le proprie scelte d’acquisto tengono in considerazione la responsabilità delle imprese nei confronti dell’ambiente. Leggermente inferiore ma comunque notevole la percentuale di coloro che si sentono maggiormente garantiti dal prodotto italiano: 72 intervistati su 100 dichiarano infatti di privilegiare marchi nazionali. I risultati sono contenuti nella prima rilevazione sul rapporto tra consumatori ed etica d’impresa, condotta in forma continuativa nel primo semestre del 2014, dall’Osservatorio Socialis e dall’Istituto Ixè.
Secondo l’indagine, la diffusione della cultura del consumo, l’amplificazione generata dai social network e infine la crisi che ha accresciuto la sensibilizzazione verso agli aspetti in cui si declina il sociale, hanno reso la reputazione corporate una delle più significative chiavi di valutazione per i consumatori e il marketing etico è divenuto uno strumento strategico di primo piano.
Il dato è in linea con i molteplici studi che dimostrano la diffusione consistente ed in progressivo aumento delle richieste di azione e di impegno da parte delle imprese sul tessuto sociale e sul piano dell’etica in generale. Come dire: non si torna più indietro. Elevata anche la rilevanza della provenienza nazionale dei prodotti, elemento che ha aumentato il suo rilievo in tempo di crisi economica e del lavoro.
Il segmento più attento all’etica d’impresa è composto dalle consumatrici. In tutte e tre le rilevazioni, infatti, le donne si mostrano maggiormente attente agli aspetti di “marketing etico” rispetto agli uomini: il 95% delle donne chiede prodotti certificati, l’84% esige dai marchi il rispetto dell’ambiente, il 77% privilegia marchi nazionali. Omogeneità di trend nelle tre rilevazioni anche dal punto di vista dell’età.
Con l’avanzare dell’età, aumenta infatti la sensibilità ai tre temi, raggiungendo talvolta l’unanimità tra i consumatori tra i 55 e i 64 anni: il 97% degli intervistati di questa fascia chiede prodotti certificati e sicuri, il 92% il rispetto dell’ambiente, l’81% preferisce marchi nazionali. Nei dati sul livello scolarità, spicca la percentuale più bassa di laureati che privilegiano prodotti nazionali: “solo” il 55%.
