Moleskine “Una marca fatta dalle persone che la interpretano”. Intervista a Maria Sebregondi, Direttore Brand Equity e Comunicazione di Moleskine

Spesso vi si associa ai racconti viaggio. Sempre di più questo racconto viene rarefatto in tweet, post, blog dedicati. Eppure Moleskine riesce a stare molto bene nei social network. Come è possibile?

La marca Moleskine nasce a metà degli anni ’90 del secolo scorso, siamo quindi di fatto cresciuti insieme a Internet. Nella generale rinascita della voglia di parola, prima attraverso blog e SMS, poi con i social, si è riscoperta la forza dell’unicità del gesto analogico su carta, la sua carica emozionale e la sua estrema praticità – niente cavi né batterie! Gli oggetti Moleskine sono così diventati i compagni ideali del nomadismo contemporaneo e delle nuove generazioni native digitali, complementari in termini funzionali ed estetici alla tecnologia portatile. La crescita del web ha inoltre reso possibile qualcosa di radicalmente nuovo, un cambio di paradigma nella gestione del proprio vissuto, del suo intreccio di esperienze e passioni: ciò che prima restava confinato nel privato può essere mostrato al mondo e condiviso pubblicamente. Disegni, schizzi, acquarelli, illustrazioni di ogni tipo, nati sulle pagine del proprio taccuino, possono essere esposti in una galleria permanente online visibile a tutti – e i canali sociali sono esattamente il luogo preposto a questa socializzazione dell’intimità, condivisione dell’identità, collettivizzazione della creatività. Intimità, identità, creatività – proprio i tre temi che Moleskine interpreta con maggiore forza e legittimità.

Il taccuino Moleskine è molto ambito dalle aziende che sempre più spesso ne chiedono la personalizzazione con il proprio marchio. Avete mai dovuto rifiutare una richiesta? Avete, cioè, dei parametri etici per i quali non affiancate il vostro marchio ad alcune categorie merceologiche? e qual è stata la richiesta più stravagante?

Grazie ai valori culturali interpretati dalla marca, i nostri taccuini e più in generale i nostri oggetti sono veicoli privilegiati per aziende e istituzioni che desiderano una iconica piattaforma creativa per raccontarsi. Sì, certamente, in coerenza con i parametri etici che ci guidano, abbiamo dovuto rifiutare diverse richieste. Di regola, non instauriamo partnership con aziende e settori che possono arrecare danno alla società in generale o all’ambiente. Inoltre, non collaboriamo con aziende che operano in settori controversi come quello degli armamenti, della pornografia, delle sigarette o del gioco d’azzardo – tutte quelle aree che possono creare una forte divergenza di opinioni nel nostro pubblico. Le richieste sono molto varie e gli usi spesso inattesi. Per esempio, alcune coppie scelgono i taccuini come bomboniere di nozze: una forma di souvenir particolarmente raffinata e densa di significato.

Il mondo Moleskine è estremamente affascinante ed esercita nella classe creativa una grande attrazione. Possiamo anzi affermare che esibire uno dei prodotti Moleskine sottolinei un certo status. Avete puntato a questo nelle vostre strategie aziendali o è un “effetto collaterale”?

La classe creativa ampiamente intesa è certamente il cuore del nostro pubblico, prevalentemente formato da tutti quei lavoratori della conoscenza che, nel mondo contemporaneo, sono i maggiori creatori di valore a tutti i livelli. Sono persone che creano valore attraverso il proprio talento innovativo, il proprio patrimonio di informazioni e di conoscenze. Sono persone il cui bisogno principale è selezionare, curare, editare il flusso enorme di stimoli informativi cui sono sottoposte. Persone che non vogliono rischiare di perdere le proprie idee e intuizioni estemporanee, che vogliono catturare dettagli significativi delle esperienze, còlti nei momenti più diversi, mentre si viaggia, mentre si aspetta una coincidenza in un aeroporto… Ci piace pensare ai nostri oggetti come facilitatori della creatività, come piattaforme aperte per ideare, comunicare e condividere. È abbastanza naturale che diventino per ciò stesso simboli di un modo di essere e di pensare cui molti aspirano.

Si arriverà mai alla personificazione del prodotto come Coca-Cola o Nutella che invece del loro marchio inseriscono i nomi di chi le acquista?

In un certo senso, questo già accade naturalmente. I nostri oggetti e particolarmente i taccuini sono già parte integrante della personalità di chi li usa: un taccuino Moleskine è “il libro che scrivi tu”. La nostra è una marca fatta di persone, delle persone che la interpretano. C’è un video su youtube che mostra tante bocche diverse di persone di ogni parte del mondo che pronunciano nei modi più vari il nome Moleskine. Nei nostri negozi puoi personalizzare i tuoi oggetti Moleskine con timbri che cambiano in ogni città. In alcuni negozi Moleskine è attivo un servizio che permette di stampare il proprio nome sulla copertina. Online, attraverso l’applicazione MSK, puoi comporre digitalmente il tuo taccuino con tutti i contenuti che vuoi e poi riceverlo stampato in perfetto formato Moleskine. Attraverso un web game è possibile personalizzare la propria borsa con l’etichetta che racconta il tuo profilo del giorno, in base agli oggetti che hai scelto di metterci dentro… Forme di personalizzazione ancora più spinte potranno realizzarsi grazie a nuove tecnologie. Noi siamo certamente pronti a coglierle.

(a cura di Marta Tersigni) ©osservatoriosocialis.it

 

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