Pioggia a dirotto sulla Capitale proprio in coincidenza con “Un’immagine, mille parole“, l’evento organizzato il 23 settembre da Civita Hub Titude e Osservatorio Socialis.
“Ma la location è bella anche con la pioggia” commentano gli organizzatori ed in effetti nulla potrebbe oscurare la bellezza del panorama che si gode, anche con il temporale che imperversa sulla città eterna, dall’esclusiva terrazza dell’Associazione Civita a Piazza Venezia.
Il contesto intimo e riservato, informale e sincero, che caratterizza da sempre l’appuntamento “Un’immagine, mille parole” ha permesso di affrontare con estrema franchezza il tema del ruolo delle immagini nelle campagne di comunicazione del 5 per 1000 e di porre una questione sul tavolo degli addetti ai lavori: ma il 5 per 1000 è un’attività di comunicazione o di raccolta fondi?
Il dibattito è stato introdotto da Roberto Orsi, Direttore dell’Osservatorio Socialis, che ha presentato i risultati dell’indagine condotta in collaborazione con l’Istituto Ixè sulla propensione degli italiani a donare: il 49% del campione dichiara di aver fatto una donazione nell’ultimo anno.
Sorprende, e se ne prende atto, che la modalità più utilizzata dagli italiani per effettuare donazioni sia ancora l’intramontabile bollettino postale (38%).
Ma veniamo al punto: il 5 per 1000 è indicato dal 20% del campione. Poco? Molto?
Difficile dirlo, certo il dato è in linea con quanto elaborato dall’Agenzia delle entrate sui dati delle dichiarazioni 2013: il 55% ha espresso una scelta. Ergo: c’è un 45% da conquistare e convincere.
Come? E soprattutto: le immagini scelte dalle campagne di raccolta del 5 per 1000 incidono in qualche modo?
Federica Tedeschi, responsabile della raccolta fondi della Fondazione Operation Smile Italia Onlus spiega che la loro di comunicazione punta tutto sulle immagini, da sempre, perché occupandosi di interventi per le deformazioni del palato e del labbro leporino hanno due immagini per raccontarsi: il prima e il dopo. La frazione di secondo con cui si passa da una foto all’altra contiene l’intera vita di una persona che torna a vivere.
“Ma occorre essere attenti alla forza dell’immagine, alcune possono essere molto dure e potrebbero avere un effetto respingente“, spiega Tedeschi. “L’immagine scelta dalla fondazione per la campagna 2015 è quella del volto della piccola Jinden, una bambina che è stata operata nelle Filippine, paese dove l’Organizzazione ha svolto la sua prima missione medica nel lontano 1982 e dove l’incidenza delle malformazioni facciali congenite è molto elevata“.
Anche AMREF sposa la positività, il sorriso, la fiducia. “E non è facile far donare proponendo un messaggio positivo” chiosa subito Federica De Benedittis, direttore della comunicazione e raccolta fondi della onlus africana. Schietta la sua riflessione sulla brand awareness legata alla campagna di comunicazione del 5 per 1000 e al ruolo a volte totalizzante che può avere il testimonial della campagna e che ne rende difficile il cambio. Per la locandina della campagna del 5 per 1000 del 2015, quindi, nessun testimonial di grido: è l’Africa che cura se stessa, “Sano è Salvo” è rappresentato da un primo piano di un bambino sorridente. Del tutto in linea con lo stile che la onlus si è data in generale e ben sintetizzato dal video “Il futuro dell’Africa è in Africa”.
E poi la grande questione: il 5 per 1000 cosa è? Entrambe le fund raiser concordano nel ritenere che non è possibile considerarla un’attività pura di raccolta fondi perché è un sostegno che il contribuente dà in totale anonimato e in nessun modo è possibile carpirne i dati per poi sviluppare una campagna di fidelizzazione. Certo, è presumibile che molti dei donatori siano tra i “sostenitori anonimi” ma questa incertezza fa vacillare la titolarità della campagna: più comunicazione o più raccolta fondi? E’ nota la necessaria integrazione tra le due aree ed in alcuni casi, come per AMREF, la soluzione è stata trovata accorpando le due funzioni: raccolta fondi e comunicazione.
Ora che il 5 per 1000 è stato stabilizzato è possibile prevedere un generale aumento degli investimenti su questo strumento anche perché, ricordiamolo, c’è un 45% di mercato da conquistare.
INFO: “The power of a smile” https://www.youtube.com/watch?v=VAclcuvujTA
“Il futuro dell’Africa è in Africa” https://www.youtube.com/watch?v=tISeMNRYARo