Daniele, con la tua tesi “La responsabilità sociale d’impresa nella banca. Il caso della finanza socialmente responsabile” hai vinto la XII Edizione del premio Socialis. Te lo aspettavi?
No, non me l’aspettavo proprio. O meglio lo speravo e sapevo quanto duro lavoro mi era costata la mia tesi, però pensavo anche che ciò poteva valere anche per tutti coloro che avessero deciso di partecipare, quindi ho preferito non illudermi. Poi è arrivata la vostra chiamata e la cerimonia di premiazione all’ interno del Forum sulla CSR: tante emozioni che ricorderò sempre con molto piacere.
Ci puoi fare un bilancio della tua esperienza di redattore per la testata “Osservatorio Socialis”?
Sicuramente un’esperienza positiva. Più semplice rispetto al lavoro realizzato sulla tesi ma allo stesso tempo impegnativo e coinvolgente. È stato interessante calarsi nella parte del giornalista/ricercatore, anche se probabilmente la mia vocazione è quella di ricoprire un ruolo più concretamente operativo, manageriale.
Qual è stata la parte più difficile da sviluppare del tema che ti è stato proposto, e cioè i social bond per il non profit?
Probabilmente la parte più complicata ed allo stesso tempo più coinvolgente è stata quella delle interviste ai manager bancari che si occupano, o si sono occupati, delle emissioni dei Social Bond. Non è stato facile ricevere l’adesione al progetto e in alcuni casi non sono riuscito ad ottenerla. Vorrei a questo proposito ringraziare le persone che con grande disponibilità hanno voluto dedicare una parte del loro tempo alle interviste, contribuendo alla buona riuscita del lavoro: in particolare Marco Ratti e Delia Ciciliani per Intesa-San Paolo, Guido Cisternino e Carlo Assi per Ubi Banca, Cesare Vitali per Banca Etica e Stefania Pozzi e Andrea Barzanti per Arisla Onlus.
Quali obiettivi professionali ti stai dando adesso?
Essendo impiegato attualmente in un settore che non corrisponde a quello dei miei studi universitari, il mio obiettivo, che si sta rivelando più arduo del previsto, è principalmente quello di trovare un’occupazione in campo bancario. Il piano B è quello di continuare il mio percorso di carriera nel settore turistico a 5 stelle, anche valutando la possibilità di maturare esperienze in altri contesti internazionali.