Strumento di adozione volontaria per valutare i risultati dell’attività aziendale nella loro dimensione sociale, ambientale ed etica. Serve anche per rendere conto pubblicamente delle azioni intraprese e per programmare e gestire le relazioni sociali dell’impresa. In genere, pur non essendoci un modello univoco, comprende la definizione dell’identità, dei valori, della mission e degli obiettivi strategici dell’impresa, oltre alla descrizione del suo assetto istituzionale e della sua struttura organizzativa.
Segue il calcolo della distribuzione del “valore aggiunto” per i diversi stakeholder. Il valore aggiunto rappresenta la ricchezza che l’attività aziendale crea nell’unità di tempo a vantaggio dei suoi interlocutori; in questa prospettiva, ad esempio, i lavoratori cessano di rappresentare un costo e divengono parte del maggior valore creato dall’azienda. In sostanza, il bilancio sociale prevede un’attività di contabilità e di riclassificazione di tradizionali grandezze economico monetarie (ad esempio il conto economico) messe finalmente in relazione alle performance sociali/ambientali dell’impresa: attraverso la costruzione di indicatori significativi, si fa in modo che i dati contabili esprimano anche la propria valenza sociale, in termini, appunto, di “valore aggiunto”. Infine, il bilancio sociale contiene la cosiddetta “relazione sociale” o reporting che dovrebbe fornire agli stakeholder un’informazione sufficientemente ampia e comprensibile, ricavata dai dati della contabilità sociale.
Esistono varie procedure e linee guida in tema di bilancio sociale; alcune trattano sia la gestione sociale sia la rendicontazione (norma di certificazione SA 8000, Accountability1000, Q-Res); altre riguardano esclusivamente la rendicontazione: il modello Global Reporting Initiative (GRI) e i modelli italiani di bilancio sociale, quello cooperativo, il modello del Gruppo Bilancio Sociale (GBS), quello dell’Istituto Europeo del Bilancio sociale, il modello comunità e impresa, quello dell’ABI.
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