Ripensare e migliorare la vita quotidiana rendendola più accessibile a partire dagli spazi di casa.
È questa la missione che Sandoz ha abbracciato con “Su Misura”, progetto rivolto alle persone che vivono con sclerosi multipla, realizzato in partnership con AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Vogliamo essere pionieri nell’accesso alle cure – hanno spiegato Paolo Fedeli, Head of Corporate Affairs, e Matteo Rinaldi, Business Unit Head Biopharma di Sandoz – contribuendo a mettere a disposizione del maggior numero di persone soluzioni utili a migliorare la propria vita, andando anche oltre il concetto di farmaco. “Su Misura” fa proprio questo: partendo da un bisogno reale, abbiamo messo a fattor comune le esperienze e il know-how di partner di eccellenza per realizzare un documento che auspichiamo possa contribuire a rendere più accessibili e sostenibili le abitazioni di chi convive con questa patologia.
Partendo dalle difficoltà motorie, visive e non solo che affronta chi convive con SM, Sandoz e i partner di progetto hanno stilato una serie di indicazioni confluite in un vademecum di “Raccomandazioni Percettive” attraverso cui acquisire più consapevolezza della percezione degli spazi.
Sandoz ha quindi chiesto agli studenti del Triennio e del Biennio del corso di Design di NABA di trovare delle soluzioni che migliorassero l’accessibilità delle case di sette pazienti provenienti da tutta Italia.
I ragazzi, coordinati dai docenti Germana De Michelis e Arnaldo Arnaldi, si sono confrontati passo dopo passo con i committenti e le loro esigenze fino a sviluppare sette diversi progetti che hanno preso in considerazione non soltanto le problematiche delle persone che vivono con SM, ma anche il loro stile di vita, i loro gusti personali e le caratteristiche delle case.
Le raccomandazioni si adattano a ogni ambiente della casa: soggiorno, cucina, camera, bagno e spazio di lavoro o di relax, definendo per ciascuno di essi consigli pratici da adattare alle esigenze del singolo, a partire da sei elementi specifici: forme, materiali, colori, luci, texture e suoni.
Il primo impatto con le conseguenze della sclerosi multipla non è stato semplice, ha raccontato Francesco, neolaureato alla NABA che ha preso parte al progetto. Avevamo un po’ paura. Piano piano, parlando con le persone, capendo di cosa avessero bisogno e confrontandoci con i nostri professori, siamo riusciti a elaborare un nuovo modello di casa che è fatto su misura per ogni singolo paziente. Quelli che all’inizio sembravano ostacoli alla fine sono diventati degli stimoli per la nostra creatività.
I risultati del progetto, partito un anno fa, sono stati esposti in uno spazio ad hoc allestito a Milano in piazza XXV Aprile. Tra modellini in scala che riproducono i cambiamenti proposti per trasformare le case dei pazienti e render su carta, i cittadini hanno avuto modo di toccare con mano come la sclerosi multipla impatta sulla vita di chi ne è affetto non solo in termini prettamente medici, ma anche pratici.
Questo progetto è un esempio di come sia possibile cambiare approccio verso la disabilità, ha dichiarato Gianluca Pedicini, presidente della Conferenza delle persone con sclerosi multipla. Vogliamo creare spazi adeguati alle persone, che ne rispettino i gusti, che creino benessere. Non solo che siano accessibili. Desideriamo farlo non solo per chi vive con disabilità, ma anche per chi non ha questo problema: uno spazio privo di ostacoli è costruito per tutti, al di là della condizione di ognuno.
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