Salute

L’alleanza fra biologi e psicologi contro l’obesità

L’incontro organizzato dai due ordini regionali. “La cura sia multidisciplinare”, è l’appello. Arduini: “Integrare competenze diverse”.

Una sinergia necessaria contro l’obesità fra nutrizionisti e psicologi. Perché la medicina, e i farmaci, non possono l’essere l’unica risposta a un problema complesso e strutturato. Ne hanno parlato a Roma i due ordini professionali, in un confronto tecnico, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, con il patrocinio dell’Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo.

L’obiettivo è mettere a confronto due professioni che seguono spesso lo stesso paziente, ma lavorano su piani diversi: il rapporto con il cibo e la sua dimensione psicologica da una parte, l’alimentazione e l’aderenza nutrizionale dall’altra.

Il fronte dei biologi

“Abbiamo scelto di costruire un dialogo concreto con l’Ordine degli Psicologi del Lazio, mettendo competenze diverse attorno allo stesso tavolo. L’obiettivo è uno solo: garantire al paziente un percorso di cura multidisciplinare, completo e realmente efficace”, spiega Daniela Arduini, presidente dell’Ordine dei biologi del Lazio e dell’Abruzzo. “L’obesità è una condizione complessa e richiede risposte altrettanto complesse. Nessuna professione può affrontarla da sola: la collaborazione non è un’opzione, ma una necessità”, sottolinea. E rivendica l’importanza del lavoro di confronto e dialogo: “Abbiamo lavorato perché i biologi avessero finalmente il posto che meritano nei luoghi in cui si costruiscono le politiche e i percorsi di tutela della salute”.

Il punto di vista degli psicologi

“I farmaci GLP-1 RA rappresentano oggi una risorsa importante nel trattamento dell’obesità. Affinché i benefici possano consolidarsi nel tempo, è fondamentale inserirli in un percorso di presa in carico multidisciplinare, attento alla complessità della persona”. Lo sottolinea Paola Medde, presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio.

“Il supporto psicologico – aggiunge Medde – non è un elemento accessorio: aiuta a riconoscere bisogni, i trigger emotivi che fanno mangiare, aiuta a sviluppare le risorse individuali e ad accompagnare il cambiamento. Come presidente degli psicologi, considero prioritario promuovere una comunità professionale competente e preparata, capace di collaborare con le altre figure coinvolte e di contribuire a un percorso che metta al centro il benessere della persona in tutte le sue dimensioni”.

Il confronto

Diversi gli aspetti al centro del confronto: dal versante farmacologico e clinico, su cui è intervenuta Monica Nannipieri, professoressa associata di Medicina interna al Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa, a quello dei disturbi alimentari nei pazienti in terapia con agonisti del GLP-1, di cui ha parlato Cecilia Verga Falzacappa, biologa nutrizionista e consigliera segretaria OBLA. Ma anche il nodo della presa in carico integrata.

Sono vari gli aspetti che devono essere seguiti, curati e gestiti. Serve un supporto psicologico nella cura dell’obesità, ma anche nel percorso della cura, sotto il profilo dell’accompagnamento e della motivazione. E tutto va sempre fatto con un focus sulla nutrizione. Spiegare che il farmaco, da solo, non basta.

Daniela Arduini, presidente OBLA
Daniela Arduini, presidente OBLA

L’impegno di OBLA

“Il percorso di cura deve necessariamente integrare competenze nutrizionali e supporto psicologico”, aggiunge Daniela Arduini. “Per troppo tempo i biologi non hanno avuto il riconoscimento e la considerazione che spettano loro. Ho lavorato per invertire questa tendenza, contrastando l’esercizio abusivo della professione, difendendo la dignità e le competenze dei biologi e promuovendo un confronto alla pari con le altre professioni sanitarie. Il lavoro non è finito. Vogliamo rafforzare ulteriormente le tutele dei biologi nutrizionisti. Il compito dell’Ordine è creare le condizioni perché tutto questo trovi piena espressione. Un Ordine forte significa professionisti più tutelati, è questa la direzione in cui continueremo a lavorare”.

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