È stato presentato in diretta streaming il Rapporto dell’ASviS “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Legge di Bilancio 2021 e Sviluppo Sostenibile”, con l’intervento, tra gli altri, del Presidente della Camera, Roberto Fico, della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, del Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao e della Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli.
L’ASviS ha analizzato in dettaglio come migliorare l’attuale bozza di PNRR predisposta dal precedente governo, per accrescere l’impatto e l’efficacia delle diverse misure nella prospettiva di inquadrare il Piano nell’ambito di un più ampio Programma Nazionale di Riforma da disegnare nel quadro dell’Agenda ONU 2030, come previsto anche dal Semestre europeo, e introdurre traguardi qualitativi, obiettivi quantitativi e tempi d’esecuzione, considerando che il termine entro cui conseguire gli obiettivi del PNRR è fissato al 31 agosto 2026.
L’analisi ripartisce i punti salienti del PNRR nei sei pilastri del regolamento UE e delle relative Linee guida della Commissione europea: transizione verde; trasformazione digitale; crescita intelligente sostenibile e inclusiva; coesione sociale e territoriale; salute e resilienza economica, sociale e istituzionale; politiche per la prossima generazione. Questo per permettere al lettore di comprendere come potrebbero essere riorganizzati gli interventi nella riscrittura del Piano.
In particolare, l’Alleanza propone di adottare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 sia per definire la governance verticale e orizzontale del PNRR, sia per monitorarne e verificarne i risultati.
Adottando questo approccio, dal Rapporto emergono alcune criticità: la mancanza di un’indicazione più dettagliata sulle priorità delle riforme necessarie e di un richiamo sistematico alle raccomandazioni del Semestre europeo 2019 e 2020; l’assenza di un allineamento ai nuovi target climatici europei; il mancato approfondimento di obiettivi fondamentali come la giusta transizione, il piano Garanzia Giovani, l’Agenda europea delle competenze. Si sottolinea inoltre l’assenza di temi fondamentali come la perdita di biodiversità, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’inquinamento, benché il Piano, come previsto dal regolamento europeo, dovrebbe destinare almeno il 37% dei fondi alla transizione verde e per il 100% dei fondi si deve rispettare il principio di non nuocere in modo significativo all’ambiente. Manca inoltre una valutazione complessiva dei risultati attesi in termini di sostenibilità e impatto duraturo nel tempo delle scelte del PNRR, di coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze.
“Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 rappresentano un quadro di riferimento fondamentale affinché il PNRR risulti sistemico e coerente, in linea con il nuovo corso delle politiche europee e, in particolare, del Next Generation EU. È importante che le azioni a breve termine siano motivate da obiettivi di lungo periodo, come chiede la Commissione europea – ha sottolineato il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini – Chiediamo che all’integrazione del PNRR partecipi la società civile, come richiesto dalle linee guida della Commissione (…) L’ASviS e le oltre 290 organizzazioni aderenti sono disponibili a contribuire al dibattito e sottolineano la necessità di adottare una visione integrata del futuro”.
| Fai una pausa e leggi: CSR in Italia: +25% nel 2019. Le prospettive dopo il Covid
Lo studio dell’ASviS, arricchito con commenti su come indirizzare le risorse per la ripresa, include anche –grazie al contributo degli 800 esperti delle organizzazioni aderenti – l’esame della Legge di Bilancio 2021, comma per comma, valutandone la coerenza rispetto ai 169 Target e ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030.
Inoltre, il Rapporto contiene l’aggiornamento degli indicatori compositi europei che descrivono il percorso dei Paesi dell’Ue rispetto al raggiungimento degli Obiettivi. Infine, per la prima volta, l’ASviS presenta un’analisi della distanza dell’Unione europea da 23 target quantitativi dell’Agenda 2030.
Si registra un andamento molto positivo per il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale, per la percentuale di laureati, per il tasso di occupazione, per la qualità dell’aria. Se viene confermato il trend osservato, l’UE raggiungerà questi target quantitativi. Presentano però criticità i target quantitativi relativi alle competenze degli studenti, il divario occupazionale di genere e alle Emissioni di CO2. Se viene confermato il trend osservato, l’UE si allontanerà dal raggiungimento di questi target quantitativi. Queste considerazioni, precisa l’ASviS, ovviamente non tengono conto dell’impatto della crisi Covid-19.
Approfondisci l’Analisi su PNRR e Legge di Bilancio 2021 alla luce degli SDGs
Scarica il Rapporto ASviS completo
Leggi anche: Gli Atenei spingono sulla formazione allo Sviluppo Sostenibile