Biodiversity Risk Filter è uno strumento del WWF lanciato al World Economic Forum di Davos dedicato alle imprese e alle attività finanziarie. Il suo scopo è quello di aiutarle a identificare i propri impatti lungo tutte le catene del valore e degli investimenti. Il Biodiversity Risk Filter è stato realizzato in collaborazione con Climate&Company ed è disponibile online sulla piattaforma WWF Risk Filter.
“Sempre più spesso le aziende e le istituzioni finanziarie – ha dichiarato Rebekah Church, Global Biodiversity Stewardship Lead del WWF – riconoscono l’opportunità di affrontare la perdita di biodiversità, ma molti semplicemente non sanno da dove cominciare. Comprendere i rischi aziendali legati alla biodiversità è il primo passo verso la capacità di affrontarli e un prerequisito per la definizione di obiettivi pertinenti in materia di biodiversità. È probabile che nel corso di quest’anno molte aziende considerino l’adozione del Global Biodiversity Framework. Questo strumento li aiuta a mappare e valutare i rischi legati alla biodiversità, consentendo loro di dare priorità agli investimenti in aree che avranno il maggior impatto nella mitigazione dei loro rischi”.
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La crisi della biodiversità e le questioni ambientali espongono le stesse imprese e gli investitori a importanti rischi. I dati diffusi durante il World Economic Forum lo testimoniano. Più del 50% PIL del Pianeta è legato in maniera più o meno salda alla natura e ai servizi naturali. Alla luce di questo, lo scorso dicembre più di 330 sigle provenienti dal mondo del business e della finanza di 52 Paesi di tutto il mondo hanno esortato i decisori politici d a fornire un quadro chiaro e vincolante di requisiti in base ai quali valutare i propri impatti e adeguarsi agli obiettivi entro il 2030.
Il Biodiversity Risk Filter può supportare le imprese e le istituzioni finanziarie a monitorare le conseguenze delle proprie attività fornendo loro informazioni facilmente comprensibili e pratiche. Lo strumento, online e gratuito, si basa su più di 50 diverse tipologie di dati provenienti, tra le altre fonti, da WWF, IBAT, IUCN, UNEP-WCMC, ENCORE, RepRisk, FAO, Banca Mondiale e NASA.
I dati forniscono uno schema ampio e olistico dei rischi legati alla biodiversità con informazioni sugli ecosistemi, sulle aree protette, sulle diverse specie e sulle minacce ricorrenti per la natura come deforestazione, distruzione degli habitat, inquinamento, cambiamento di destinazione dei suoli.
Il Biodiversity Risk Filter guida il settore privato a operazioni e investimenti sostenibili in linea con gli impegni ambientali assunti a livello globale come la Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), il Science-Based Targets Network (SBTN) e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.
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