Un ricordo di Venezia lungo quasi cinquant’anni. Il Dopoguerra, il boom economico e la Dolce vita restano oggi impressi nei 320mila scatti dell’agenzia fotogiornalistica Cameraphoto.
Un patrimonio storico-culturale inestimabile, una testimonianza per le future generazioni, che rischia di andare perduto a causa del deterioramento.
È per questo che nasce l’iniziativa di Stefano Bortolucci di Doc Servizi, cooperativa impegnata nel settore dell’intrattenimento e dell’arte: raccogliere 500mila euro in crowdfunding da destinare alla digitalizzazione dell’archivio fotografico.
La campagna è stata presentata alla 75° Mostra del Cinema di Venezia con un video realizzato dalla casa di produzione Zeta Group, e sarà lanciata sulla piattaforma Kickstarter.
Un’idea encomiabile, che richiederà tempo e non risparmierà le difficoltà. “Per preservare i negativi originali bisognerebbe staccare l’emulsione con l’immagine e trasferirla su un altro supporto. È un’operazione lunga, delicata, incerta e con costi spaventosi. L’unico modo per salvarne il contenuto è digitalizzarli: la scansione è stata fatta con 20mila di essi, ma ne mancano 300mila – ha spiegato Stefano Bortolucci – Due persone al lavoro ogni giorno impiegherebbero dai 10 ai 15 anni per digitalizzare tutto. Contiamo di fare da 100 a 200 scansioni al giorno, perché i negativi sono diversi e il processo non è automatizzabile: per ogni negativo vanno fatte pulizia, scansione di qualità e ottimizzazione“.