La mostra itinerante “Conoscere e amare l’Italia: le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI” raccoglie gli scatti dell’architetto-fotografo e ripercorre le tappe del suo impegno civile per la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano a partire dagli anni Cinquanta.
La mostra, che fino al 20 maggio si potrà visitare nel Parco Villa Gregoriana a Tivoli, è divisa in sei sezioni e comprende circa 300 scatti. La sezione dedicata al Lazio racconta i cambiamenti della regione tra gli anni Sessanta e Settanta, quando si completo il Grande Raccordo Anulare, l’anello autostradale percepito come il confine dell’Urbe. Lo spettacolo delle greggi di pecore che raggiungevano il cuore della città divenne sempre più raro, la divisione tra città e campagna sempre più netta.
Bazzoni documentò un mondo rurale che andava scomparendo: borghi arroccati, masserie isolate, le stratificazioni artistiche che fin dall’antichità avevano lasciato traccia sul territorio laziale. Simbolo di quella civiltà è Bagnoregio, “la città che muore”, dove l’architetto milanese si soffermò a lungo.