Il 68% degli italiani nelle proprie scelte d’acquisto tiene in considerazione l’impegno delle imprese in azioni di solidarietà. Quasi 7 italiani su 10, analogamente, dichiarano che le proprie scelte d’acquisto tengono in considerazione un agire corretto dell’impresa nei confronti dei lavoratori. I risultati sono contenuti nella prima rilevazione sul rapporto tra consumatori ed etica d’impresa, condotta in forma continuativa nel primo semestre del 2014, dall’Osservatorio Socialis e dall’Istituto Ixè.
I dati sono senza dubbio una piena conferma della rilevanza della corporate reputation sulle scelte d’acquisto dei consumatori. Il segmento più attento all’etica d’impresa è composto dalle consumatrici. Quello più concentrato rispetto agli altri sulla solidarietà e sul trattamento dei lavoratori è composto dalla popolazione attiva.
Secondo l’indagine, nelle proprie scelte d’acquisto 68 italiani su 100 danno alta importanza al fatto che il marchio sia impegnato in attività di solidarietà e benefiche; 19 definisce media l’importanza di questo tema, solo 9 bassa importanza, 4 non sa. Il segmento di genere più attento a questo dato è composto dalle donne: il 73% delle donne si dice molto sensibile a questo aspetto nella valutazione del marchio. Passando invece al tema del lavoro, 69 italiani su 100 nelle proprie scelte d’acquisto danno alta importanza al fatto che il marchio sia corretto nei confronti dei propri dipendenti; 21 definiscono “media” l’importanza di questo tema; solo 9 bassa importanza, 1 non sa. In questo caso, a colpire è anche il dato aggregato: sostanzialmente il 90% degli intervistati dichiara un’attenzione almeno “media”, quando non alta, su questo tema. Anche in questo caso, sono le donne ad essere maggiormente sensibili al tema (70%), con picchi particolarmente alti sulla popolazione attiva (79% di consumatori attenti nella fascia d’età 45-54 anni, 81% in quella 55-64).
Da un punto di vista generale, i dati sottolineano che la diffusione di una cultura di consumo accumulata in decenni, internet, l’expertise – reale o presunta – generata e affermata attraverso i social network e la crisi che ha accresciuto la sensibilizzazione verso i lavoratori ed il sociale, hanno fatto sì che la reputazione corporate rappresenti una delle più significative chiavi valutative per i consumatori e che il marketing etico sia uno strumento strategico di primo piano.
