E.ON, società europea nel settore delle energie rinnovabili, ha comunicato di aver intrapreso un percorso di responsabilità davanti alle insidie causate dalla crisi sanitaria da Coronavirus, garantendo il servizio di assistenza senza andare a scapito della sicurezza dei suoi dipendenti.
La società con sede ad Essen ha dichiarato di aver attivato sin dal 24 febbraio tutte le misure preventive per la salvaguardia delle salute dei suoi dipendenti, attivando lo smartworking e fornendo i dispositivi di protezione individuale per i dipendenti nell’azienda.
Covid-19 è il nome dato alla copertura assicurativa varata per il personale che dovesse essere contagiato dall’omonimo virus, in modo da poter coprire economicamente le fasi di un eventuale ricovero e della convalescenza.
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Nonostante l’emergenza, E.ON ha assicurato la continuità del servizio, rispettando le normative ministeriali, in modo tale da garantire l’operatività delle aziende partner nei settori produttivi considerati “essenziali”.
Inoltre, la società ha contribuito economicamente, con un gesto di beneficenza, all’approvvigionamento di strumenti per la terapia intensiva per l’Ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, una delle strutture più colpite d’Italia, sito in un territorio in cui la società afferma di essere ben radicata.
In parallelo con le iniziative per la lotta al Coronavirus, E.ON Italia sta portando avanti un progetto di forestazione grazie all’impegno dei suoi clienti. Il “progetto boschi” è partito nel 2011 e oggi conta 26 boschi distribuiti in 7 regioni italiane. Gli 83.000 alberi piantati hanno la capacità di assorbire 55.000 tonnellate di CO2 nel loro ciclo di vita, in modo tale da contribuire alla lotta al cambiamento climatico.
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