Cresce l’interesse per l’Archeologia Industriale

Coinvolgimento dei dipendenti, organizzazione degli archivi, restauro delle storiche sedi di produzione e lavoro, messa a disposizione dei territori: sono attività che imprese e istituzioni mostrano di voler far crescere per non disperdere la memoria della cultura industriale del nostro paese.

Ed è su questi temi che è stata inaugurata al Museo dell’Energia Idroelettrica di Valcamonica a Cedegolo (BS) la prima delle due tappe della mostra “AIPAI Photo Exhibition. Geometrie dell’aridità e altre visioni“.

Un’iniziativa ideata dall’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere la cultura dell’industria, la memoria del lavoro, il patrimonio architettonico, tecnologico e paesaggistico dell’archeologia industriale.

Dallo sguardo dei fotografi emerge una geografia di prospettive inedite e suggestioni evocative che mette in risalto la complessità dei contesti catturati nell’obiettivo, testimonianza delle profonde intersezioni tra estetica fotografica ed eredità industriale.

Per organizzare il concorso fotografico e la mostra AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ETS/TICCIH Italia ha coinvolto: DICEA – Università Sapienza di Roma · Ministero della cultura –  Ufficio UNESCO · Parco Archeologico dell’Appia Antica · Parco Regionale dell’Appia Antica · Do.co.mo.mo Italia · Fondazione AEM (Milano) · Fondazione ISEC (Sesto San Giovanni) · Fondazione MAIRE – ETS (Roma) · Fondazione musil (Brescia) · RoMe Museum Exhibition · Rete Fotografia

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Il percorso espositivo si apre con l’opera vincitrice “Geometrie dell’Aridità: visioni interrotte” di Erica La Placa che esplora l’aridità paesaggistica e la precarietà delle risorse idriche della diga di Blufi, in provincia di Palermo.

Altre opere premiate sono davvero da vedere: “Il ritorno della luce” di Giovanni Peyrone, premiato con il riconoscimento Mecenati Giovani Talenti, sostenuto anche quest’anno dalla Fondazione MAIRE – ETS, che documenta la riqualificazione dell’ex polo industriale del Gazometro di Roma, “La fabbrica di carta sull’Appia” di Diego Monfredini, destinatario del premio Appia Moderna e Industriale e novità di questa terza edizione.

Tra i progetti fotografici insigniti di menzione troveremo:

“Acciai Speciali Terni” di Giuseppe Cardoni“Quando il lavoro filava” di Paolo Invernizzi, “Le Filande di Carpacco e Dignano” di Milva Morocutti.

E poi ancora “Deep in the earth” di Francesca Pompei, con i grandi spazi svuotati percorsi da giochi di luce e campiture cromatiche della Lanerossi di Vicenza; le “Machinae Oblitae” di Lorenzo Rosa, una riflessione sulle macchine come simbolo di potenza e dominio umano, ora trasformate in fragili reliquie; “Favignana – ex stabilimento Florio” di Rosa Maria Villani.

Esposto anche il progetto fotografico con menzione speciale “Memoria dell’industria e del lavoro nella ex fornace Montecchi di Troghi (Fi)”, realizzato dagli studenti della classe 3B della scuola secondaria di primo grado di Rignano sull’Arno (Fi).

A completare la mostra è la video installazione dedicata alle opere selezionate di Nicolò Atzori, Gabriella Cataldo, Roberto Ciocchetti, Carlo D’orta, Francisco Ignacio Griotto, Pietro Manna, Enrica Micaletto, Piergiorgio Ottaviani, Marco Pagani, Elisa Perlas, Francesco Sanchez Delan, Paolo Sartori, Elena Saura Ramos, Claudio Zanirato e Tommaso Zonato.

Dall’11 settembre al 3 ottobre 2025 la mostra si sposterà a Milano nelle sale dell’AEMuseum della Fondazione AEM.

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