Crescono le Fondazioni d’Impresa in Italia

Non è bastata la Grande Crisi del 2007 a frenare l’ascesa di un settore che oggi appare più che mai vitale e strategico per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Sono 111 le Fondazioni d’impresa attive in Italia, fondate tra il 1963 e il 2018, e di queste ben 25 sono nate dopo il 2011.

È una crescita esponenziale quella registrata dalla ricerca condotta da Fondazione Bracco e Fondazione Sodalitas, in collaborazione con Percorsi di secondo welfare, presentata all’Auditorium di Assolombarda a Milano con la partecipazione, tra gli altri, di Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, Adriana Spazzoli, Presidente di Fondazione Sodalitas, Antonio Calabrò, Vicepresidente Assolombarda e Franca Maino, Direttrice Laboratorio Percorsi di secondo welfare.

Lo studio – condotto attraverso una survey cui hanno risposto 62 fondazioni – integra e approfondisce la conoscenza del mondo delle Corporate Foundation italiane, la cui ultima fotografia risaliva esattamente a dieci anni fa, indagando il rapporto con le imprese fondatrici e con la CSR aziendale; le attività svolte, le modalità operative, le aree di intervento e i beneficiari, le risorse, il rapporto con altri stakeholder e le prospettive di sviluppo futuro.

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Dalla mappatura emerge che il 45% delle fondazioni si trova in Lombardia; segue il Lazio con il 13%. Tra le città dominano Milano con il 25% delle fondazioni e Roma con il 13%. Si conferma quindi una concentrazione delle fondazioni d’impresa nel Nord Italia (72%), seguito da Centro (24%), Sud (3%) e Isole (1%).

Si tratta per lo più di fondazioni giovani: quasi la metà, pari al 44%, è stata istituita dopo il 2005 e il 18% dopo il 2011. Un risultato significativo, se confrontato con i dati dell’Osservatorio Socialis tratti dalle ultime edizioni del Rapporto sull’impegno sociale delle aziende in Italia, secondo i quali la propensione ad aprire una Fondazione d’impresa, dopo un trend iniziale di crescita dal 2004 al 2010 pari al 9,2%, dal 2010 ha subìto una riduzione del 6,6%. (vedi tabella)


La maggioranza delle fondazioni deriva da grandi imprese, che hanno più di 1.000 dipendenti per il 74% del campione e oltre 10.000 per il restante 26%. Tra le ragioni costitutive prevalgono quelle etico-sociali e personali: per il 72% delle fondazioni conta “l’impegno rivolto al bene comune come espressione della cultura aziendale”, mentre per il 47% “la forte motivazione personale dell’imprenditore”.

I settori che stanno “trainando” il mondo delle fondazioni d’impresa sono Finanza e credito al primo posto (con 22 fondazioni), seguito da Abbigliamento, Tessile, Moda, Accessori abbigliamento (con 11 FI); Energia, Ambiente, Municipalizzate, Alimentare, Bevande e Tabacco (con 10 fondazioni), Servizi di consulenza, Chimica e Farmaceutica e Assicurazioni con 6 fondazioni d’impresa.

Gli ambiti d’intervento sono soprattutto Istruzione (per il 55% delle fondazioni); Cultura e Arte (50%), Sviluppo economico e coesione sociale e Ricerca (entrambi 43%). Meno frequenti le Attività Internazionali e lo Sport e tempo libero. Più della metà delle fondazioni dichiara di rivolgersi ai “Cittadini in generale”. Nello specifico a minori, anche con disagio, disabili, persone in difficoltà economica e malati. Il 64% delle fondazioni si occupa anche di Lavoro e Formazione professionale.

È diffusa ormai la consapevolezza che l’impresa è sempre più un’istituzione sociale oltre che economica, una comunità dove si esercita una cittadinanza attiva e dove le persone sono al centro. Il contributo delle fondazioni d’impresa e delle stesse aziende sul fronte del welfare, del sostegno ai giovani e dei progetti nei territori, è sempre più rilevante – ha sottolineato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco – Un ruolo che si sta dimostrando di forte sostegno rispetto all’intervento pubblico. A fronte di un inevitabile ridimensionamento del welfare pubblico, infatti, le fondazioni private hanno saputo diventare un attore importante del cosiddetto ‘secondo welfare’, in pratica, tutte quelle politiche sociali sviluppate con il contributo dei privati”.

Le Corporate Foundation hanno acquisito nel tempo un ruolo di crescente importanza, caratterizzato da una fertile molteplicità di approcci e basato sulla capacità innovativa con cui operano a beneficio delle comunità e delle persone – ha ribadito Adriana Spazzoli, Presidente di Fondazione Sodalitas – Siamo convinti che il modello delle fondazioni d’impresa possa avere un forte potenziale di sviluppo nei prossimi anni. Per attuarlo pienamente, è necessario puntare su collaborazioni più forti e sistemiche sia tra le fondazioni d’impresa, che tra queste e i principali stakeholder pubblici e privati”.

Ben il 69% delle fondazioni censite ha dichiarato che nei prossimi tre anni intende rafforzare la partnership con altre istituzioni/organizzazioni fino a costituire reti stabili e più radicate sui territori. Ci sarà anche una crescente attenzione per filantropia strategica, con cui poter generare un impatto sulla filantropia nazionale. Va in proposito evidenziato che oggi il 71% delle fondazioni d’impresa effettua attività di valutazione e monitoraggio delle proprie attività, anche se in poche fanno ricorso a metodi di valutazione più sofisticati, come la valutazione d’impatto.

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