CSR: indagine sui Fondi interprofessionali – Intervista a Paola Nicoletti (ISFOL)

La nuova indagine realizzata da Paola Nicoletti, ricercatrice ISFOL, analizza le iniziative dei Fondi interprofessionali per le alte professionalità sulla Responsabilità sociale d’impresa.  Come è nata l’idea progettuale?

Questa indagine è nata nell’ambito del filone di ricerca attivato alcuni anni fa dall’Isfol con una prima analisi sulle policy e le pratiche di Corporate Social Responsibility nel nostro paese e arricchito con una successiva ricerca sulla Responsabilità sociale d’impresa nelle PMI, l’emersione della formazione implicita e dell’innovazione sociale. Proprio a partire dai risultati di quest’ultima, abbiamo inteso analizzare una parte della formazione rivolta dalle imprese alle alte professionalità. La ragione di questa scelta è nata dall’esigenza di completare il quadro di riferimento delle attività formative legate alla Responsabilità sociale d’impresa per le diverse tipologie di figure professionali coinvolte nelle imprese italiane di tutte le dimensioni, in quanto nella ricerca realizzata sulle PMI sono state rilevate le attività di formazione sostanzialmente rivolte alle sole categorie professionali di operai e impiegati, in quanto le micro, piccole e medie imprese, come è noto, per le loro ridotte dimensioni impiegano pochi dirigenti.

La nuova indagine approfondisce gli interventi formativi nell’ambito della Corporate Social Responsibility attuati da alcuni Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua, che sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle parti sociali sulla base di specifici accordi interconfederali. Si è scelto di focalizzare l’analisi sui due Fondi per la formazione continua dei dirigenti maggiormente rappresentativi a livello nazionale per numero di imprese aderenti e relativo budget: Fondirigenti e Fondir, che rappresentano i dirigenti dell’industria manifatturiera, del settore finanziario e del terziario.

L’obiettivo è stato quello di acquisire dati e informazioni sugli interventi formativi in tema di Responsabilità sociale rivolti alle figure professionali apicali in impresa, che possono orientare l’impegno aziendale in termini di responsabilità e sostenibilità sociale e ambientale, oltre che sensibilizzare e permeare a cascata tutti gli altri livelli professionali. Questa nuova indagine costituisce un altro importante tassello nella conoscenza di quanto fanno le imprese in quest’ambito, con un’attenzione particolare ai loro interventi formativi, partendo proprio da quelli diretti ai manager che hanno la prima responsabilità di migliorare la qualità dell’organizzazione e il clima di lavoro dei loro collaboratori.

Sono stati analizzati e approfonditi progetti di grande interesse che hanno consentito di acquisire informazioni e realizzare approfondimenti su molteplici ambiti dell’impegno dei Fondi interprofessionali per la formazione continua in materia di Corporate Social Responsibility.

Ci fa una radiografia dei principali risultati?

Emerge una maggior presenza della grande impresa e i settori di riferimento prevalenti delle aziende interessate all’attività formativa sono quello del commercio-turismo-servizi e dell’industria. Si registra una netta prevalenza dei piani aziendali rispetto a quelli territoriali, con finalità concentrate principalmente sul mantenimento e l’aggiornamento delle competenze e sulla competitività d’impresa e l’innovazione, rispetto ad altre finalità più contenute quali la competitività settoriale, il mantenimento dell’occupazione e lo sviluppo locale. La scelta di privilegiare per un verso il mantenimento e l’aggiornamento delle competenze e per altro verso la competitività d’impresa e l’innovazione è allineata alla mission dei Fondi coinvolti nell’indagine che, occupandosi di alte professionalità, non hanno fatto ricorso ad altre possibili finalità quali ad esempio la formazione in ingresso o quella obbligatoria ex-lege.

Dal punto di vista geografico nel Centro Italia si riscontra il maggior numero di regioni interessate dalle progettazioni analizzate, anche se in termini di piani formativi le singole Regioni maggiormente coinvolte sono state la Lombardia, il Lazio, il Veneto e la Liguria e al Sud il coinvolgimento territoriale ha riguardato soltanto la Sicilia e la Campania.

L’attività formativa realizzata con i 30 Piani analizzati ha coinvolto 270 dirigenti in formazione per quasi 6.000 ore di formazione mirata su temi quali il bilancio di sostenibilità, l’integrazione della Responsabilità sociale d’impresa nella strategia aziendale, percorsi di aggiornamento e allineamento delle conoscenze dei dirigenti volti a coniugare impegno sociale e crescita economica, politiche di genere, le competenze per l’esercizio della funzione CSR, la finanza etica, l’innovazione organizzativa, la formazione dei dirigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Quali indicazioni strategiche emergono?

L’indagine ha messo in evidenza luci ed ombre, nel senso che se per un verso si registra un crescente interesse da parte dei direttori dei Fondi che hanno partecipato alla ricerca nel promuovere questo ambito di attività nei loro avvisi, al contempo si evince quanto ancora resti da fare per migliorare i contenuti e diffondere gli interventi di formazione per adeguare le capacità dei manager alle nuove esigenze di sostenibilità delle imprese, visto il  limitato numero di imprese coinvolte in tipici interventi di formazione manageriale per la RSI che è stato possibile prendere in esame: 50 aziende, per lo più medio-grandi, che hanno al loro interno processi già piuttosto evoluti di responsabilità e welfare.

Questo elemento conferma quanto già rilevato nella precedente ricerca Isfol, vale a dire che molte PMI preferiscono utilizzare interventi di formazione implicita per adeguarsi ai reali bisogni di sostenibilità e rispondere in maniera più diretta e rapida alla domanda dei loro collaboratori, anche per evitare di introdurre nella loro più semplice organizzazione procedure di responsabilità sociale ancora troppo rigide e complesse.

Quale ruolo svolgono le parti sociali?   

Da questa sintetica indagine qualitativa su una specifica fascia di alte professionalità appare ancora poco influente il ruolo delle parti sociali verso una più diffusa applicazione della Responsabilità sociale d’impresa e quello dei Fondi di loro diretta emanazione. Resta ancora molto da fare sia nella crescita di competenze manageriali mirate all’attuazione nelle imprese di modalità e procedure per la gestione della responsabilità sociale, sia verso un’azione di diffusione, soprattutto nelle PMI, di comportamenti e pratiche responsabili e sostenibili, verso cui è necessario investire per far emergere molti interventi di innovazione e formazione implicita realizzati.

Rilevante, anche alla luce della legge di stabilità 2016, è il ruolo e la funzione che possono assumere i Fondi interprofessionali per la formazione continua, quali strumenti di intervento operativo frutto della bilateralità tra le organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori, che dovrebbero impegnare maggiormente le parti sociali che li hanno costituiti a promuovere sempre più interventi di Responsabilità sociale d’impresa.

L’analisi effettuata, pur con positive indicazioni, non sembra ancora dimostrare questo impegno almeno per quanto riguarda le alte professionalità, per ragioni in parte imputabili alla scarsa presenza manageriale nelle nostre PMI, in parte perché forse molti interventi formativi in questo campo vengono realizzati senza accedere alle opportunità offerte dai Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua.

I Fondi interprofessionali, piuttosto che limitarsi a finanziare iniziative pur importanti promosse dalle parti sociali attraverso i loro Piani formativi, dovrebbero impegnarsi nella promozione di strategie mirate all’obiettivo sempre più lungimirante della Responsabilità sociale d’impresa e di un nuovo welfare aziendale che la nuova legge di stabilità  incentiva ulteriormente.

Per saperne di più:

La Responsabilità sociale di impresa nelle iniziative dei Fondi per la Formazione continua

©osservatoriosocialis.it  

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