Non più solo profitto: il trend non si arresta. Siamo pronti?

È stato davvero interessante intercettare e rilanciare, tra i primi, le notizie che dal 19 agosto si sono succedute sempre più numerose sui media e sui social di tutto il mondo.

Si è trattato per la prima volta di voler dare risalto ad una dichiarazione di intenti che molti hanno definito di portata storica, e proveniente dalla Business Roundtable, consesso di circa 200 CEO delle più importanti aziende americane, durante il quale è stato sottoscritto un documento relativo ad un cambio di rotta, sulla carta, epocale: più attenzione a dipendenti e ambiente, meno agli azionisti.

Molti commenti positivi, diverse opportunità evidenziate, anche molti dubbi sulla reale volontà di convogliare i propri sforzi verso un’altra economia. Comunque un evidente passo avanti che, per fortuna, sarà difficile rinnegare.

Ora veniamo in Italia. Lo spunto è interessante, riflette un trend positivo che sta facendo crescere di anno in anno gli investimenti delle aziende in CSR.

Il punto sta nel domandarci come fare per trovare il giusto equilibrio tra etica e sviluppo? Come riuscire a continuare a fare profitti, ma non solo? Come passare dal dire al fare, mettendo radici nell’impresa? E soprattutto come pianificare la CSR in parallelo con il business?

La CSR diventa “pensiero centrale” e per alimentarlo dobbiamo mettere in ordine i cassetti della nostra organizzazione (spesso non sappiamo cosa c’è dentro…), sfoltire, accorpare, valorizzare, classificare e seguire un percorso, con chiari obiettivi e un sistema di check periodico e programmato.

Pensiamo ad un armadio a 6 ante, una per ciascuna area di attività, per riconoscersi e per essere riconosciuti, nel quale riporre e avere a disposizione tutte le attività legate alla CSR e alla sostenibilità, un luogo cui far riferimento per essere coscienti di ciò che si fa, disporre delle informazioni chiave, utilizzarle quando necessario, ed essere “approvati dal futuro” attraverso un marchio distintivo.

Ecco come sistemarlo:

  1. Formazione, clima interno e welfare
  2. Politiche di responsabilità e sostenibilità
  3. Condivisione multilivello
  4. Engagement degli stakeholder
  5. Comunicazione e informazione
  6. Pianificazione, monitoraggio, verifica dei risultati e miglioramento continuo.

Naturalmente, possiamo farlo insieme…

direttore@osservatoriosocialis.it

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