Presentato ad Amsterdam il rapporto intitolato “Impact Investing in the Cultural and Creative Sector“, in occasione di “Investing in Europe’s Creative Future”, un evento organizzato da EIT Creativity & Culture.
Si tratta di uno studio di fattibilità che esplora il potenziale per la creazione di un fondo d’impatto dedicato alla produzione culturale nei Paesi Bassi.
Se istituito, sarebbe non solo il primo del suo genere nel Paese, ma in tutta Europa.
Nonostante il potenziale di trasformazione del settore culturale, questo è rimasto in gran parte al di fuori dell’ambito degli investimenti d’impatto tradizionali…
In senso più ampio, il panorama dei finanziamenti per il settore culturale è piuttosto frammentato, secondo il rapporto. Sebbene i sussidi governativi siano dominanti, vi sono crescenti opportunità di prestiti, fondi privati e capitale di rischio. Tuttavia, le imprese culturali si trovano ad affrontare ostacoli come le piccole dimensioni, le strutture informali e l’elevata dipendenza dalle sovvenzioni.
Come quadro generale, il rapporto delinea tre prospettive chiave sulla cultura:
- “economia creativa” (come motore economico),
- “cultura come bene pubblico” (valore sociale intrinseco)
- “economia sociale e solidale” (come agente di cambiamento sistemico).
Vengono forniti esempi di come la cultura possa ispirare nuove prospettive, pur riconoscendo le difficoltà nella misurazione dell’impatto culturale.
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Sei potenziali aree di interesse si distinguono per gli investimenti a impatto culturale:
1. Nuovi materiali e artigianato
Questo settore fonde l’artigianato tradizionale (ad esempio, tessitura, ceramica, lavorazione del legno) con l’innovazione all’avanguardia e l’attenzione all’ambiente. Designer e artisti sperimentano materiali sostenibili come il micelio o le tinture a base di alghe per sviluppare metodi di produzione circolari.
Molti operano al confine tra arte, scienza e imprenditoria, richiedendo supporto per lo sviluppo aziendale, competenze in materia di proprietà intellettuale e incubazione in stile venture studio.
2. Moda etica
Rivolgendosi a uno dei settori più inquinanti, quest’area supporta startup e marchi che promuovono la produzione sostenibile, il lavoro equo e il riciclo nella moda. Marchi come MUD Jeans e Loop.a Life, supportati dal DOEN, esemplificano questo modello. La moda etica è anche una forza culturale che riflette l’identità e i valori della comunità.
Le esigenze di investimento includono capitale iniziale, fondi di scalabilità e mentoring per la costruzione del marchio. I modelli di ricavo spesso si concentrano sulla vendita di prodotti, sugli abbonamenti e sulla rivendita.
3. Design sociale
Designer e architetti in questo campo creano soluzioni concrete per problemi sociali, che vanno dagli spazi pubblici inclusivi alle tecnologie assistive per le persone con disabilità. Spesso strutturati come piccoli studi o collettivi, i loro ricavi provengono da commissioni di progetto, ONG o bandi governativi.
Modelli di finanziamento come i Social Impact Bond potrebbero supportare questo lavoro, ma questi designer in genere necessitano di finanziamenti ponte e di un supporto personalizzato piuttosto che di capitale.
4. Spazi culturali
Includono hub creativi, studi, teatri comunitari ed edifici culturali multifunzionali. Questi spazi promuovono la proprietà collettiva, il coinvolgimento locale e spesso riutilizzano o riqualificano le infrastrutture urbane.
Molti si sviluppano attraverso iniziative dal basso e sono finanziati tramite obbligazioni, proprietà cooperativa o modelli misti. Gli investitori d’impatto possono supportare l’acquisizione o la ristrutturazione di immobili, idealmente attraverso modelli di proprietà di amministratori o di trust fondiari comunitari.
5. Produzioni ed Espressione Culturale
Quest’area comprende teatro, cinema, musica, festival e giochi che esprimono temi sociali o promuovono narrazioni inclusive. Le produzioni necessitano di capitale iniziale per lo sviluppo e l’esecuzione, con entrate generalmente recuperate attraverso la vendita dei biglietti, le royalty e le licenze.
Finanziamenti basati sui ricavi e prestiti ponte sono adatti a questi modelli, sensibili al tempo e basati su progetti. Esiste anche l’opportunità di finanziare campagne sociali di accompagnamento, come quelle viste nella produzione di documentari.
6. “La Cultura” (Movimenti Creativi dal Basso)
Questo segmento si riferisce a reti dinamiche, spesso informali, guidate da creativi e collettivi biculturali provenienti da comunità svantaggiate. Queste entità operano all’intersezione tra arte, attivismo e imprenditorialità, sfidando le norme dominanti e generando nuove narrazioni. La loro rilevanza culturale è elevata, ma spesso si scontrano con barriere sistemiche al finanziamento.
Come chiarito dagli esempi precedenti, il finanziamento per queste imprese non è una soluzione universale. Sebbene vengano proposti modelli di finanziamento, questi includono anche un approccio di finanza mista che combina sovvenzioni con capitale proprio, studi di venture capital e finanziamenti basati sui ricavi.
Gli autori (Arthur Steiner e Martijn Blom) concludono che, sebbene le sfide permangano, esiste un potenziale significativo e un interesse sufficiente da parte di imprenditori e investitori per giustificare passi successivi concreti.
| Puoi scaricare il rapporto qui