Promuovere lo sport come veicolo di inclusione sociale, di salute e di rilancio dei territori dalla crisi economica causata dalla pandemia. È questo l’obiettivo di “SPONC! – Sport non convenzionale per tutti”, il nuovo progetto di sport inclusivo del CUSI – Centro Universitario Sportivo Italiano nato dall’intesa con ANCI Comunicare e finanziato dal Dipartimento per lo Sport.
Il progetto è stato presentato ufficialmente presso la sede ANCI di Roma, con la partecipazione di Antonio Dima, Presidente del CUSI, Roberto Pella, Vice Presidente Vicario di ANCI, e l’intervento da remoto di Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per lo Sport.
Sono 25 i CUS (Centri Universitari Sportivi) in tutta Italia – su 35 candidati – ad essersi aggiudicati il Bando per realizzare negli spazi pubblici delle proprie città, in collaborazione con le amministrazioni locali fino a fine novembre 2022, attività sportive inclusive “non convenzionali”: sport fuori dal comune, poco conosciuti, e non inclusi nelle discipline olimpiche, come footgolf, dodgeball, ultimate frisbee e baskin, sport di squadra misti come il calcio a cinque, il basket e la pallavolo, ma soprattutto giochi della tradizione come il tiro alla fune, il ruba bandiera, la campana e la corsa con i sacchi.
“Promuovere sport non convenzionali significa incentivare l’attività sportiva all’esterno e ricreare così il senso di comunità e socialità che durante la pandemia abbiamo perso – ha dichiarato nel suo intervento il Capo Dipartimento per lo Sport, Michele Sciscioli – Il governo continua a dare sostegno alle associazioni sportive, fortemente colpite prima dalla situazione pandemica, ora dal caro energia. Proprio ieri la sottosegretaria Vezzali ha illustrato in commissione Cultura della Camera quelle che saranno le direttrici del PNRR che coinvolgerà direttamente i comuni chiamati a presentare i progetti per la costruzione di nuovi impianti sportivi o per la riqualificazione e la rigenerazione di impianti già esistenti”.
“Attraverso SPONC! – ha spiegato Filippo Corti, Responsabile dell’Ufficio di Presidenza CUSI e coordinatore del progetto – il Dipartimento per lo Sport ha voluto facilitare il ritorno alla pratica sportiva delle persone rimaste in casa durante la pandemia. E la particolarità del progetto consiste nell’aver trovato nuove strade per portare le persone a fare sport, che si sono concretizzate nella proposta di non convenzionalità dello sport, che significa anche non convenzionalità dei luoghi in cui gli sport vengono praticati. Non più solo i palazzetti, ma anche piazze, boschi, litorali. E non convenzionalità dei target: non più solo gli sportivi, ma anche gli inattivi, gli immigrati, gli studenti stranieri in Erasmus e persone con disabilità, giovani e meno giovani”.
“Il valore aggiunto del progetto – ha sottolineato il Presidente del CUSI, Antonio Dima – risiede proprio nella sinergia tra i CUS, che abbinano la conoscenza sportiva alla cultura dell’integrazione, un’integrazione della disabilità ma anche un’integrazione sociale, nel caso degli immigrati, e che si interfacciano con le città e le istituzioni del luogo. È questa l’innovazione: uscire dalle palestre per andare a fare sport all’aperto, nelle piazze e nei giardini pubblici, rendendo la comunità partecipe e favorendo la salute e il benessere, che è poi il fine ultimo di tutto il progetto”.
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I 25 progetti che saranno realizzati nell’ambito di “SPONC!” – e che coinvolgeranno le grandi città, capoluoghi di provincia, ma anche piccoli centri urbani – si riconducono a tre categorie: gli “Sport innovativi”, come il plogging del CUS Venezia, che prevede non solo la raccolta di rifiuti effettuata correndo ma anche in acqua sui canali; “I giochi della tradizione”, come nel caso del CUS Cagliari che ripropone la storica lotta sarda S’Istrumpa, e gli “Sport adattati”, quali discipline già molto diffuse come basket o volley ma rivisitate con regole che favoriscono l’inclusione e la pratica allargata, come avverrà presso il CUS Palermo.
“Siamo fortemente convinti che solo attraverso il gioco di squadra si possono ottenere ottimi risultati e si possano coinvolgere i cittadini, e soprattutto chi ama e già pratica lo sport rispetto a chi non lo pratica – ha commentato Roberto Pella, Vice Presidente Vicario di ANCI – Questi eventi sono importanti perché entrano nel cuore del territorio, di una città e soprattutto riportano la gente a vivere non solo il valore importante dello sport, ma anche il senso di comunità. Oggi più che mai la crisi pandemica ha accentuato sempre di più un distacco da parte dei giovani non solo dal fare attività sportiva, ma soprattutto dallo stare insieme e quindi noi dobbiamo ripartire in modo particolare dalle Università, che non sono solo creazione di ‘cervelli’ dal punto di vista della cultura, ma possono essere oggi anche sponsor e trainer nel mondo giovanile per coinvolgere tanti altri giovani che magari hanno abbandonato gli studi, o vogliono ritornare a fare attività sportiva. E quindi credo che questa collaborazione con il CUSI sia strategica”.
“Il progetto è anche un’ottima testimonianza del miglioramento del quadro degli stili di vita della nostra popolazione – ha aggiunto – in modo particolare nell’abbattimento dei costi sanitari e delle malattie non trasmissibili, come l’obesità o il diabete di tipo 2 urbano; malattie croniche che possono essere combattute solo attraverso stili di vita sani e lo sport è la soluzione migliore”.
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